prima del viaggio ~ news ~ i corrispondenti ~ gli amici ~ tecnica ~ riviste ~ camperismo

In Senegal il “movimento umanista”

Toubab è il termine che utilizzano per indicare i bianchi. Tou si riferisce al rumore dello sparo di fucile e bab al rumore che fa l’uomo quando cade in terra morto.

Testo di Francesca Cotroneo, fotografie di Roberto Palumbo

Che consigli daresti ad un viaggiatore che volesse recarsi in Senegal? Principalmente di informarsi e di fare le opportune vaccinazioni. Non per la malaria, perché come ho già detto non c’è un vaccino ma una profilassi, però le vaccinazioni consigliate sono diverse. È opportuno portarsi vestiti a maniche lunghe di colore chiaro e dormire sotto una zanzariera, non mangiare verdure non cotte e bere solo acqua in bottiglia. Un altro suggerimento è quello del rispetto della cultura del paese nel quale ci stiamo recando, informarsi precedentemente senza correre il rischio di offendere la sensibilità delle persone. Luoghi turistici sono: la moschea Bianca di Touba “detta così dal nome della città”. è importante fare attenzione per le donne di coprirsi con un velo e di non fumare poichè in città è proibito per una legge cittadina. Il lago Retba, più conosciuto come lago Rosa dal colore delle sue acque, è una depressione salmastra che si estende per circa 10 chilometri lungo la costa settentrionale del Senegal, separato dall'oceano Atlantico da grandi dune di sabbia. Situato a circa 30 chilometri da Dakar, il lago fa parte della Comunità rurale di Sangalkam nel Dipartimento di Rufisque, nella Regione di Dakar. L'isola di Gorèe a tre chilometri al largo di Dakar, capitale del Senegal, costituisce uno dei centri storici più significativi dell'Africa occidentale. Il suo restauro vorrebbe costituire anche una memoria museografica della tratta degli schiavi. Infatti, per almeno due secoli, l'isola costituì un relais importante nel lungo viaggio delle navi negriere verso le Americhe. Nel 1978 Gorée è stata proclamata “monumento storico dell'umanità” dall’Unesco.

Come è vissuto lo scontro culturale tra Occidente e Islam? se c’è. Lo scontro culturale non è particolarmente sentito, in Senegal c’è una pessima informazione su quello che succede nel mondo. è un paese pacifico, con gente pacifica, a maggioranza musulmana. Lo sguardo che ha la gente verso di te è di grossa considerazione, perché tu lì sei il ricco occidentale o più che altro sei un portafoglio che cammina. Però c’è anche molta diffidenza. È una diffidenza secolare, basti pensare al termine che utilizzano per indicare i bianchi: “Toubab”. Tou si riferisce al rumore di uno sparo di fucile e bab al rumore che fa l’uomo quando cade in terra morto. Questo nomignolo risale ai primi incontri che hanno avuto con i bianchi colonizzatori, inutile sottolineare che il rumore dello sparo era del fucile dei bianchi e che il “bab”, gli uomini che cadevano a terra morti, erano loro.

Dopo questi primi incontri sono seguiti secoli di catture, stragi, sfruttamento, deportazioni, quando la tratta degli schiavi venne proibita il commercio continuava ugualmente, con la sola differenza che quando una nave veniva intercettata gli schiavi venivano gettati in mare, legati. Si calcola che 50 milioni di africani siano stati deportati e che di questi 50 milioni soltanto 10 siano arrivati in America. Maometto nel suo ultimo discorso ha sottolineato il tema della fratellanza e dell’unione, il che mi fa pensare che il tema dell’integralismo islamico è soltanto una questione di interpretazione di alcune persone come, del resto, potremmo anche parlare di integralismo cattolico. Sicuramente il mondo occidentale deve molto alla cultura islamica, basti pensare ai filosofi e ai matematici, agli astronomi, a tutto quello che l’Islam ha prodotto quando nella cultura occidentale si attraversava il periodo buio del Medio Evo in cui, a volte, ho l’impressione che stiamo ripiombando.

Questo tema dello scontro culturale tra occidente e Islam è un tema che viene affrontato principalmente da coloro che cercano di fomentarlo; questa ossessiva ricerca di tutto ciò che ci divide, di tutto ciò che è differente tra le nostre culture è portata avanti dai peggiori esponenti delle culture stesse e con i peggiori sentimenti. Quando succede qualcosa, sono proprio quelli che sarebbe meglio non parlassero affatto ad urlare per primi. Ed ecco che una piccola cosa diventa un caso internazionale, ecco che si fomenta lo scontro, che il tema viene subito riportato in termini di politica internazionale e interna, che esponenti dei governi propongono misure discriminatorie o restrittive. La ricerca del dialogo, la ricerca di ciò che ci accomuna, non sembra la priorità di queste persone anche se di persone impegnate in questa direzione ce ne sono tante: forse il problema è che il dialogo non fa notizia, in prima pagina troveremo sempre l’informazione, se così si può chiamare, sugli scontri.

horizontal rule

Torna indietro