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VIAGGIO IN SENEGAL
I paesi dell’Africa Occidentale di cui il Senegal fa parte, solo da poco si sono affacciati al turismo internazionale e quindi anche ai viaggiatori italiani. Per venire qui, più che in altri luoghi, occorrerebbe prima di partire leggere ed informarsi: l’Africa infatti, chiede di essere vista più da viaggiatori che da turisti. Adattarmi alla cultura locale cercando di entrare, per quanto possibile, nel suo profondo, accettandone le differenze ed eventualmente i limiti, tutto ciò ha rappresentato una parte fondamentale della mia esperienza di viaggio
Testo di Anna Maria Cartocci
Devo precisare che la scelta del Senegal oggi è
stata abbastanza casuale (anche se già qualche anno fa con un’amica,
avevamo deciso di visitarlo, senza poi riuscire a realizzare il viaggio); mi
è stato infatti proposto da Maria Teresa la quale, iscritta ad un sito di “scambio
casa”, avendo ospitato dei francesi residenti in Senegal, ora poteva usare la
loro casa a Nianing per 15 giorni. Ho accettato volentieri, prendendo la cosa
come un segno del destino! Questa sistemazione se da una parte mi faceva sentire
un po’ meno turista, dall’altra mi mostrava tutte le contraddizioni di
bianchi privilegiati che, chiusi nelle loro torri, pretendono di vivere la
realtà locale.
24/05/09
Siamo partiti in tre, io e Renato con volo IBERIA da Roma a Madrid poi
Madrid Dakar. Maria Teresa da Milano a Madrid dove ci siamo incontrati prima del
secondo volo. (€ 465,00 + tasse).
Da Dakar in auto con autista a Nianing (85 km due ore € 50,00 ma al
ritorno ne sono bastati 40,00). Sistemazione in casa hollywoodiana e subito
a letto dopo aver scelto le stanze, tutte comodissime.
25/05/09
Dopo una buona dormita, la colazione in veranda, con i biscotti appena fatti
per noi da Mariama e un buon caffè con la nostra moka opportunamente messa in
valigia, resistiamo all’invitante piscina per andare a Mbour in taxi brousse (comune)
costo CFA 250 a persona circa € 0,35, per recarci al “supermercato”
ed in panetteria per comprare le baguettes ed i croissants CFA 300. Poi le
banane a CFA 150 € 0,23 l’una. Nel pomeriggio passeggiata con bagno sulla
vicina spiaggia dove abbiamo potuto raccogliere enormi conchiglie e conoscere
gli amici artigiani del legno Malick e Claudio (soprannome) i quali ci hanno
offerto aiuto per organizzare il tour ai villaggi Bassari in 4x4.
26/05/09
Mattinata di relax in piscina e organizzazione viaggio. Pomeriggio a Mbour
per il ritorno delle coloratissime barche da pesca e l’affollato mercato
del pesce che si estende per 200 metri. Primo contatto con sporcizia e povertà
ma anche con tanta umanità e sorrisi.
Poi, scortati, praticamente spinti, da “Garibaldi” la nostra guida
improvvisata che conosceva qualche parola d’italiano, e che ci aveva
conquistati dicendo: “gli italiani sono gli africani d’Europa”
entriamo nel grande mercato coperto fra macchine da cucire a pedali, batik e
bogolan (pannelli stampati), in un tripudio di colori ed odori.
27/05/09
Ore 7,30, arriva Mustafà, il nostro autista estemporaneo, nel senso che
essendoci rivolti al primo autista (quello dell’aeroporto) per
qualche
escursione, questo ci ha assicurato la sua disponibilità e dopo aver preso i
soldi concordati, non si è più fatto vedere mandando invece il mite Mustafà.
(esempio di imprenditoria senegalese con sfruttamento di manodopera).
Partiamo per il delta del fiume Siné Saloum. Ci fermiamo a visitare
Joal-Fadiout, due cittadine unite da un bel ponte in legno e dalla tolleranza
religiosa: qui convivono infatti pacificamente cristiani e mussulmani ed esiste
un cimitero comune, interamente costruito su un’isola di conchiglie, che
raggiungiamo in piroga passando fra i granai su palafitte e l’allevamento di
ostriche. Poi visitiamo un piccolo villaggio formato da un’unica famiglia con
moltissimi bambini, distribuiti in 4/5 capanne di paglia racchiuse in un recinto
di canne. Offriamo riso, zucchero, sapone e riceviamo in cambio sorrisi ed un
vero show da parte dei bambini. Attraversiamo Uguénième col suo mercato
di animali e l’incontro di più etnie. Raggiungiamo Djifer per un’escursione
in piroga attraverso un labirinto di mangrovie, poi a Ndangane sulla sponda
settentrionale del Siné-Saloum, con una barca raggiungiamo il villaggio di Mar
Lodj su un’isolotto nel delta. Dopo essere passati attraverso la savana e poi
un boschetto di palme,prima di tornare a Nianing ci fermiamo a pranzo in un
locale per senegalesi, costo fisso 1000 CFA più 350 per una bibita, cioè 2,00
€ .
28/05/09
Anche se con qualche senso di colpa, approfittiamo delle comodità a
disposizione e ci concediamo una giornata di relax in piscina. Mariama ci
prepara un ottimo pesce.
29/05/09
Ore 6,00 partenza, sempre con il nostro Mustafà, per il Parco nazionale de
Djoudj riserva mondiale di varietà ornitologiche in cui vive un’enorme
colonia di pellicani e numerosi facoceri. Riesco, con entusiasmo e soddisfazione
a fare mille foto di uccelli in volo! Sulla strada verso Mhoumbene ci
fermiamo ad osservare delle donne al fiume che lavano stendendo i panni sui
cespugli.
Raggiungiamo Saint Louis, non ci rapiscono gli inesistenti ma rinomati
“edifici coloniali” ma ci colpisce la loro povertà e decadenza, i
tuffi con piroette dei bambini nell’isola dei pescatori, il ponte in ferro
costruito da Eiffel, e la sensazione di assedio da parte degli abitanti.
Scappiamo.
30/05/09
Giornata tranquilla. Spiaggia impraticabile per vento ed alghe portate dalla
mareggiata. Accettiamo l’invito di un tè alla menta dai nostri amici
artigiani, seguono foto e scambi di indirizzi.
31/05/09

Raggiungiamo Dakar e partiamo per l’Ile de Goreè: dal traghetto ci
appare splendente nel mare azzurro smeraldo. Dopo 20 minuti approdiamo su quella
che fu l’isola abitata dagli schiavi. Visitiamo la maison des esclaves,
edificio settecentesco da cui partirono, dopo essere state vendute -a peso-
milioni di persone. Ne sono uscita ponendomi molti interrogativi e cercando di
vederla com’è oggi, bella ridente e piena di turisti. Proseguiamo verso il
lago salato di Retba, più conosciuto come lac rose poiché a causa dei
microrganismi presenti e con la luce del sole, assume riflessi rosa cangianti.
Qui, gruppi di donne sono impegnate ad estrarre il sale, che riportano a riva
con una lunga fila di bacinelle legate l’una all’altra; tutt’intorno
collinette bianche di sale e, più in fondo, colline vere di sabbia giallo ocra:
il punto d’arrivo della Parigi – Dakar, che naturalmente raggiungiamo a
bordo di un fuoristrada, riuscendo anche a vedere una sfida fra motociclisti
casarecci con grandi sventagliate di sabbia!
01/06/09
Mariama ci informa che oggi, Pentecoste, c’è un pellegrinaggio alla
chiesa cattolica di Papengate con un grande e vivacissimo mercato lungo il
percorso. Decidiamo di andare, mischiandoci ai fedeli vocianti ed ai venditori
accalcati, scoprendo poi, a poca distanza, che anche i Mussulmani stavano
celebrando, secondo i loro riti, la festività equivalente.
02/06/09

Partenza con Youssou e Claudio rispettivamente autista e guida (!) per la
mitica regione dei Bassari all’estremo angolo sud-orientale del Senegal; ci
aspetta molta strada e tanto caldo. Facciamo una sosta al mercato di Missira
dove vediamo attingere l’acqua da un pozzo per mezzo di un povero asino che
tirava la lunga corda. Cogliamo delle immagini di varie etnie fra le bancarelle
del mercato, ma non resistiamo molto alla temperatura elevatissima, e torniamo
presto all’aria condizionata dell’auto senza fermarci a Tambacunda.
Proseguiamo fino al Parco nazionale Niokolo Koba dove abbondano termitai di ogni
colore e scarseggiano gli animali. Visita del parco con pseudo-safari: solo
gazzelle, scimmie, gallinacci e grossi facoceri. (Ma essendo asciutte le pozze d’acqua,
non era possibile incontrare altro). Sulla strada del ritorno, all’interno del
parco, buchiamo la prima ruota. Ci fanno scendere dall’auto e continuare a
piedi per 2 km, mentre intorno si fa buio… Dopo una cena frugale, pernottiamo
al campement Dar Salam al lume di candela (non per scelta romantica) il
tutto per 1000CFA a persona cioè 15,00 €.
03/06/09
Partenza per Kedougu. Sulla strada ci fermiamo al fiume Gambia, dove alcune
donne lavano i piatti ed i loro panni battendoli sui sassi, a seno nudo e con i
figli sulle spalle. Visitiamo il vicino villaggio Mako pieno di bimbi felici di
farsi fotografare. Proseguiamo dirigendoci verso Dindifelo, sembra di percorrere
un circolo vizioso… infatti abbiamo cambiato strada perché bloccata per la
visita del capo di governo nella regione aurifera, per farsi consegnare il
prezioso prodotto! Arriviamo finalmente al sentiero che conduce alla cascata,
dove sorge un “ristoro” chiedo dell’acqua, mangeremo poi, ma devono
procurarsela e mi assicurano di portarla alla cascata. Mi avvio fiduciosa, ma la
cascata non si vede e l’acqua nemmeno. Youssou (dolcissimo) torna indietro (2
km) per prendermi l’acqua, io vacillo ma sopravvivo. Annunciata da un timido
rumore di doccia, eccola! Certo non è Iguassu, ma è sempre acqua e finalmente
mi bagno. Arriva Youssou sudatissimo e con l’acqua da bere. Mi disseto e
improvvisamente tutto diventa bellissimo e unico. Pernottiamo a Kedougu presso
Le Sonin-ke un bel “campement” sul fiume con aria condizionata luce e doccia
funzionante, in stanze a due letti, costo con colazione, 24.000 CFA o 36,00 €.
04/06/09
Visita al villaggio di Ibel abitato dai Bassari (teoricamente
cacciatori ancora vestiti in abiti tradizionali) ma niente di tutto questo,
il villaggio sembrava abitato solo da qualche vecchia in abiti formati da teli
coloratissimi e da bambini, tantissimi ed attivissimi nel mostrarci come pestare
il miglio nei mortai ed accompagnarci nel giro delle capanne fino al pozzo in
costruzione (interessante). Per il resto, enormi baobab e desolazione.
Decidiamo di ritornare in serata a Nianing e partiamo facendo una sosta a
Bandafassi perché Claudio potesse salutare dei parenti.
Dobbiamo percorrere molta strada in cui l’asfalto si alterna a terra battuta
con molte buche. Una gomma si disintegra letteralmente! Sosta per cambiarla e
caldo, anzi caldissimo… Arriviamo a casa verso le 10. In tempo per una
doccia (l’acqua si colora di rosso) e a letto.
05/06/09
Partiamo verso la “grand cote” e ci fermiamo a Lompoul.
Qui il mercato del pesce è un’altra realtà e le piroghe colorate fanno da
sfondo all’animazione che si crea: pescatori con ceste sulla testa, donne che
raccolgono il pesce che viene loro gettato, bambini che seguono con occhi
incantati e che chiedono foto per rivedersi contenti. Cerchiamo di organizzare
una grigliata sulla spiaggia, ma ci conducono in un padiglione coperto e due
donne (che poi si moltiplicheranno), con le quali ci eravamo accordati sul
prezzo, cominciano a pulire il pesce da noi acquistato in quantità industriale. Accendiamo il fuoco e cominciano ad aggiungersi anche gli uomini. I primi pesci
sono per noi, che li divoriamo alla senegalese, seduti per terra e con le mani
ed invitiamo i presenti ad unirsi al banchetto. L’atmosfera è di grande
soddisfazione per tutti, crediamo, fin quando non ci vengono chiesti dei soldi,
proprio da quelli che erano stati solo spettatori! E il deserto? Il famoso
deserto di Lompul dove le grandi dune arrivano al mare è uno spettacolo
splendido, ci accoglie un vasto “campement” con le sue tende attrezzate in
modo raffinato e accogliente. Intorno silenzio e dune dalle forme morbide color
albicocca. Sostiamo soli e storditi tra tappeti e pouff in pelle, pensando a
quanto siamo fortunati ad aver visto questo luogo, sicuramente turistico, col
solo rumore del vento.
06/06/09
Prepariamo i bagagli e lo spirito al ritorno in Italia. Poi andiamo,
invitati, al villaggio Nianing a conoscere la bella famiglia di Seydou, il
giardiniere, che ci accoglie con gioia nella sua povera ma dignitosa casa, non
finita. (Il suo mensile ci dice, è di 25.000 CFA = circa 38,00 € ma ha anche
un’altra villa in carico). Qui comprendiamo il vero significato della parola
“teranga” che in wolof, lingua nazionale senegalese, significa
ospitalità e benvenuto.
07/06/09
Sull'aereo di ritorno dal Senegal rifletto: è stato questo, un soggiorno di
riposo unito alla scoperta duell'atmosfera intensa ed ospitale costituita dalla
sua gente e dalla cultura, che mi resteranno nella memoria ancora più dei
luoghi aridi o lussureggianti, silenziosi o caotici, deserti o sovraffollati che
si incontrano in Africa.
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