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In treno da Roma a Mosca
In treno da Roma a Mosca agosto 2002
di Mauro Mancini
Bello!
Bellissimo!! Pensavamo francamente fosse più faticoso, una pazzia alla nostra
età e invece abbiamo scoperto (anzi riscoperto) un modo diverso di viaggiare.
Prima di entrare nei dettagli alcune considerazioni generali a partire da quelle
economiche: il viaggio è durato 23 giorni, come da programma ed è costato
complessivamente 3.398,52 euro ovvero 147,76 euro al giorno (circa 286.000 delle
vecchie lire), 400 euro in più di quanto avevamo previsto di spendere.
Più in particolare giornalmente abbiamo speso:
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per viaggi e spostamenti di qualsiasi tipo (treno, ovviamente, ma anche traghetti, metro e autobus) 62,40 euro | |
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per dormire 35,82 euro considerando però che 9 notti le abbiamo passate in treno o traghetto | |
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per mangiare e bere ci siamo sparati ben 22,23 euro al giorno, ma il trucco c’è. Nel costo degli ostelli è quasi sempre compresa la prima colazione e, se si esclude la Russia, negli altri Paesi la colazione consiste in tavolate abbondantissime di alimenti per cui, oltre a saziarci seduta stante, ci facevamo anche degli ottimi paninazzi che ci permettevano ti tirare fino a sera! Certo non è il massimo della raffinatezza, ma intanto….. | |
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la voce varie comprende tutte le altre spese (visti, ricordi, biglietti musei, deposito bagagli, gabinetti, etc.) ed ha pesato per 27,31 euro al giorno. |
Altra considerazione sui
materiali; lo zaino ha retto quasi bene nel senso che al ritorno a Roma la
spalliera destra, quella che sforzava di più nelle operazioni di caricamento e
scaricamento, era scucita per metà; la valigia zaino con rotelle è un
compromesso da riprovare perché ha aspetti positivi e negativi; in particolare
se portato a zaino è scomodo rispetto ad uno zaino (ma vanno anche considerati
gli 80 Kg!), se trascinata come una valigia a rotelle per me che sono alto 1,81
ha la maniglia troppo corta e mi batte in continuazione sulla gamba; per fortuna
che avevamo dei grossi elastici verdi che aggiunti alle maniglie e allungati
ulteriormente da una cinghia svolgevano due funzioni: allungavano la maniglia e
fungevano da ammortizzatori, non bello a vedersi, ma funzionale.
Comodissimo invece lo zainetto frontale staccabile.
D’altra parte osservando gli altri escursionisti abbiamo presto adottato la soluzione di lasciare la valigia con rotelle (ribattezzata subito il nostro armadio) al deposito bagagli della stazione, di raggiungere l’ostello con il solo zaino e di girare per le città con lo zainetto staccabile ed una sporta di stoffa di Legambiente. A tracolla poi borsa per macchina fotografica e videofotocamera digitale. Un accenno alle guide utilizzate durante il viaggio: per Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia avevamo le Routard, per Mosca e San Pietroburgo la guida verde del Touring Club Italiano; spartane, ma molto utili per il tipo di viaggio che avevamo organizzato, le prime, piena di immagini e più tradizionale, la seconda. Un ultimo numero: è il terzo anno ormai che oltre alla macchina fotografica tradizionale, una Nikon EL, giro con una Hitachi DVDCam che registra foto da 1 Mpixel e filmati Mpeg2 direttamente su DVD Ram; in questo viaggio ho consumato due rullini, ma in compenso ho scattato oltre 2700 foto digitali e girato circa 4 ore di filmato a costo zero: la fotografia digitale non più frenata da costi di sviluppo e stampa apre nuove entusiasmanti frontiere di ripresa! Ed ora velocemente il resoconto dei 23 giorni di viaggio, un resoconto mirato più a dare indicazioni pratiche, che non a descrivere i monumenti ed i musei visitati; in fin dei conti per organizzare il vostro viaggio penso che sia più utile darvi delle dritte che non descrivervi la Cattedrale di Amburgo!
Venerdì 9 agosto 2002 partiti da Roma arrivati a Amburgo, pernottato in treno

Daniela,
mia moglie, aveva insistito per la valigia zaino a rotelle: “uno zaino non lo
porterò nemmeno morta, una valigia con le rotelle è più comoda da
trascinare!”. Arrivati alla stazione Termini mi ha mollato la valigia, si è
imbracata lo zaino è ha detto “sì, penso che io porterò lo zaino e tu la
valigia”. Così è stato!
La zona C dell’inter-rail parte dall’Austria, quindi da Roma al Brennero
dobbiamo pagare il biglietto anche se scontato del 50%: € 52,40 per il
biglietto di andata e ritorno ed € 3 per la prenotazione dei posti in 2da
classe. Da Monaco ad Amburgo il treno è l’Ice 680 e ci tocca pagare un
supplemento (€ 24,10 a persone), a saperlo! A Monaco, dove abbiamo cambiato
treno, abbiamo avuto anche 20 minuti di tempo.
Arriviamo dopo 17
ore in perfetto orario con una overdose di treno fin dall’inizio, ma non ce ne
accorgiamo. Prendiamo la metro e raggiungiamo l’ostello Auf dem Stintfang: è
vicino al porto, ma in cima ad una salita, fa anche molto caldo: decido che
l’armadio d’ora in poi si fermerà al deposito bagagli della stazione. Di
volta in volta trasborderemo ciò che ci serve nello zaino, la roba sporca ed i
ricordini nell’armadio.
All’ostello,
benché avessimo prenotato e pagato in anticipo paghiamo altri € 5,40 non si
capisce se per imprecisati diritti o perché ci impongono le lenzuola: io sono
dell’avviso che con certi tedeschi è inutile discutere, quello che ho alla
reception è uno di quelli, poi c’è gente in fila e voglio andare velocemente
in camera: bella, pulita, con doccia, bagno e veduta sul porto, come in albergo,
in compenso è tutto più umano e meno rarefatto!
Sabato 10
agosto 2002 restati a Amburgo,
pernottato in Ostello Auf demStintfang
Facciamo colazione
e imboschiamo 6 panini nella borsa della Nikon: sono terrorizzato all’idea
della maionese nella ghiera del diaframma, ma il tovagliolo regge! Ci dedichiamo
alla visita di Amburgo; acquistiamo due biglietti giornalieri (durano 24 ore)
per € 6,40 e risolviamo così tutti gli spostamenti in città.
Domenica 11
agosto 2002 partiti
da Amburgo arrivati a Ribe, pernottato in Ostello

È
domenica e sulla guida abbiamo letto di un mitico mercato del pesce, ci alziamo
all’alba ed andiamo a vederlo: è una specie di Porta Portese dei dilettanti e
di pesce ormai ce ne proprio poco, in compenso ci sono 5 o 6 venditori di
arringhe che con doppi sensi fin troppo espliciti piazzano la loro merce fra le
risate dei clienti!
Prendiamo il treno
alle 11,29 ed arriviamo a Ribe alle 15,23; non c’è deposito bagagli (almeno io
non lo trovo); l’ostello è a circa 10 minuti a piedi e la reception apre dopo
le 16. Sistemiamo la nostra roba in camera e andiamo al centro della cittadina
dove c’è la Cattedrale: sembra davvero il paese delle fiabe e sul comignolo
della Danske Bank, come dice la guida Routard, c’è davvero il nido delle
cicogne (gli uccelli no, quelli sono giustamente in vacanza)
Saliamo sulla torre
della Cattedrale facendoci con spensierata allegria da turisti ben 248 gradini e
Daniela decide che
per il resto del viaggio o c’è un ascensore o si accontenta di quanto
racconterò io o, visto che ho la cinepresa (la odia perché sostiene che “è
una macchina fotografica che non fa le foto, cioè non le stampa e quindi non
posso farle vedere a nessuno!”), si accontenterà dei filmini.Purtroppo è
domenica e il museo dei Vichinghi è chiuso: succede! Per
un euro ci danno 7,05 corone danesi.
Lunedì 12
agosto 2002 partiti da Ribe arrivati a Billund, pernottato in Ostello
Partiamo da Ribe
alle 8,51 e sarà un giorno per trenisti provetti: la meta finale è nientemeno
che Legoland, si la città dei mattoncini Lego, ma è assolutamente fuori mano e
dovremo cambiare un sacco di treni. Speriamo che non ci siano ritardi: questi
danesi sono folli le coincidenze le perderemo tutte perché sono del tipo arrivo
alle ore 9,05 e partenza alle ore 9,07! Proviamo, primo cambio a Bramming,
secondo cambio a Fredericia, arrivo a Vejle in perfetto orario alle 10,44;
fra un treno e
l’altro non più di 2 – 3 minuti, tutti puntualissimi: come in Italia!
Non è finita, per arrivare a Billund mancano ancora 25 Km, niente paura alle
11,15 c’è il bus 244 (48 kr) che arriva puntualmente come previsto alle
11,52. Con questa precisione fare il giro del mondo in 80 giorni è un gioco da
ragazzi: vorrei proprio vederlo il Giulio Verne fare la Milano-Palermo!
L’Ostello è a un
chilometro circa da Legoland (€ 45,37 per due); il parco è diviso in due
parti: la prima parte è piena di riproduzioni di città del mondo fatte tutte
con mattoncini, traghetti che navigano, ponti che si girano, macchine e bus che
camminano, la seconda parte è un normale parco giochi popolato però dagli
omini della Lego. Alla mia bimba (Daniela) è piaciuto molto e non voleva più
tornare a casa! Ha cominciato a piovere e questo ha risolto il problema: zuppi,
ma felici siamo rientrati in ostello.
Martedì 13
agosto 2002 partiti da Billund arrivati a Mons Klint, pernottato in Ostello
Le bianche
scogliere di Dover sono entrate nell’immaginario del turista e così, scoperto
che anche a Mons Klint ci sono le bianche scogliere non potevamo mancarle.
Sul
bus 244 la macchinetta dei biglietti è rotta e il macchinista ci fa capire che
si viaggia gratis! Sarà proprio così? Se ce lo dice lui! Arriviamo a Veje. Il
diario di bordo oggi prevede un vero tour de force: Odense, Egeskov, Niborg e
Vordingborg con relative visite. Quel mentecatto del capitano (cioè io) quel
giorno era ubriaco! Come se non bastasse a Odense sbagliamo treno (prendiamo
quello per Svendborg) e ce ne accorgiamo dopo 7 fermate! Scendiamo a Ringe e
torniamo indietro; da Odense prendiamo il treno per Ringsted, la meravigliosa
pianificazione oraria è saltata, per fortuna i treni sono frequenti, ma quello
per Vordingborg arriverà fra mezz’ora. Ci mettiamo nella sala d’aspetto fra
i binari, io controllo il diario di bordo e visto che c’è tempo continuo a
correggere il manuale di Fotografia digitale che sto scrivendo! Il treno arriva:
“corri, lo sai che si ferma solo un minuto, prendi lo zaino, dai sali, anche
questo è preso! Passami il diario di bordo che guardo a che ora
arriviamo…”, “ma il diario di bordo l’ho hai tu, ci stavi lavorando
insieme al manuale!”; “ma come, dovevi prenderlo tu”. Quando si è in due
è facile saper di chi è la colpa, sempre dell’altro!. “Cacchio, scendiamo
e torniamo indietro!”
Scendiamo a Glumso, aspettiamo il treno inverso, lo prendiamo e siamo a Ringsted
dopo circa un’ora: scandagliamo la stazione in lungo ed in largo, nulla! Che
ci faranno sti danesi delle nostre cartacce: del diario di bordo ne ho
un’altra copia, ma del manuale, no!
Continuo sconsolato
il viaggio, ma ormai tutte le tappe intermedie sono saltate, puntiamo su
Vordingborg dove arrivamo alle 14,40, ci informiamo e l’autista del 62 ci fa
cenno di seguirlo, parte alle 15,15 e per 86 corone ci porta d’avanti
all’ostello! Finalmente….un corno, ci scarica a Klintholn Havn, da
tutt’altra parte, un porto dove arrivano bialberi in crociera e dove una notte
in quello che doveva essere il nostro ostello (secondo l’autista) costa tre
volte tanto: che famo? Nell’attesa conosciamo due ragazzi di Bergamo che
commossi dalla nostra situazione, consultata la cartina, ci danno un passaggio:
grazie ragazzi, ovunque voi siate!
Arriviamo
all’ostello, è bellissimo anche se molto vecchio e quasi cadente: in mezzo ad
un bosco con un laghetto da una parte, ci sono i cavalli e Ida parla benissimo
italiano!
“Salve siamo i
coniugi Mancini, abbiamo una prenotazione….”, “Mancini, si, a proposito ha
telefonato la Polizia ferroviaria, ha ritrovato del materiale che appartiene a
Voi, è a Copenaghen al posto di Polizia della stazione….!” Forti sti
danesi, non solo avevano ritrovato le mie cartacce, ma avevano anche capito dal
mio diario di bordo (evidentemente comprensibilissimo….) dove sarei passato,
avevano telefonato all’ostello per avvertire… se in Danimarca c’era del
marcio, oggi non è più così! Anzi meglio filar dritti! Facciamo una passeggiata nel bosco e poi a nanna!
Mercoledì
14 agosto 2002
partiti da Mons Klint arrivati a Roskilde, pernottato in Ostello

Andiamo
alle scogliere, siamo tentati di fare il bagno, ma l’acqua è di un freddo!
Non c’è che dire il nostro Tirreno sarà pure inquinato, ma intanto è caldo!
È un posto in cui varrebbe la pena fermarsi per un po’, Ida con altri
è andata a cercare funghi e ne ha trovati un bel po’, fa una frittata
gigantesca: è buona (la frittata!).
Il problema dell’ostello è che
non è servito da mezzi pubblici e la prima fermata dell’autobus è a Magleby,
a 2,5 km. Zaini in spalla e scarpinare……., ma qualcuno di voi ha una pallida
idea di quanto sono lunghi duemilacinquecento metri con due zaini (uno, lo zaino
valigia, scomodissimo) da circa 70 chili sulle spalle! Fra l’altro credo che
in Danimarca o l’autostop o è vietato, o i danesi hanno il cuore di pietra,
non si è fermato nessuno! E fu così che i nostri due eroi, passo dopo passo,
sudore dopo sudore, bestemmia dopo bestemmia (in realtà erano solo riflessioni
un po’ volgari) arrivarono alla fermata dell’autobus 52 dove alle 12,38 per
86 corone presero il biglietto per Vordingborg, dove arrivammo dopo aver
cambiato la corriera a Stege prendendo la famigerata 62, ma in direzione
opposta!
Prendiamo il treno delle 14,42 e arriviamo a Roskilde alle 16,22, alla stazione
per 28 corone prendiamo il bus 605 che ci porta all’ostello.
Giovedì 15
agosto 2002 restati a Roskilde,
pernottato in Ostello

Perché Roskilde? Perché tutti gli ostelli di Copenaghen erano
stracolmi, per cui abbiamo l’inter-rail, siamo a 25 km dalla capitale e la
frequenza dei treni è quasi da metropolitana, ce n’è uno ogni 10 minuti
circa.
In compenso è anche una cittadina molto bella, ha una cattedrale che
domina dall’alto, delle case con i tetti di paglia spessi un accidente e un
porto dove c’è un bellissimo museo di navi vichinghe, anzi secondo me, tanto
per non perdere l’abitudine, ne stanno costruendo una, naturalmente con gli
utensili di allora per cui per fare i buchi non si usa il trapano, no, troppo
semplice, ma si arroventa un ferro e poi si fa un gran fumo acre: risultato un
buco identico a quello fatto con il trapano, ma ci si è messo dieci volte
tanto! Ma santa polenta, fate uno dei buchi all’antica, poi usate il trapano,
no? Mi dispiace i Vichinghi li facevano così! E vabbe!
L’Italia è fra i principali
esportatori di scarpe; prima di partire più volte ho detto: “Daniè faremo
grandi scarpinate, le scarpe che ti porti sono adatte?”. “Uffa, quanto
rompi!”. Oggi abbiamo comprato le scarpe pagandole in una svendita 199 corone,
poi pensi che le donne andrebbero soppresse da piccole!
Venerdì 16
agosto 2002 partiti da Roskilde arrivati a Stoccolma, pernottato in treno

Scopriamo che con l’Inter-rail non dobbiamo pagare l’autobus: decido
di viaggiare con il biglietto appiccicato in fronte!
Copenaghen è molto bella, la giriamo in lungo ed in largo, prendiamo il
battello come tutti i bravi turisti e andiamo a Cristiania. Mi piacerebbe capire
di più, della droga non me ne importa nulla, anche se è quello che colpisce il
turista benpensante. Girando vedo che ci sono delle cooperative che lavorano in
vari settori, una è tutta di donne metalmeccaniche, è tutto molto
socializzante e socializzato: queste sono persone serie, dal 1971 hanno
ripristinato questo che era il territorio di una vecchia caserma affermando che
il diritto d’uso è più importante del diritto di proprietà, sono persone
troppo pericolose per le idee che praticano, non dureranno alungo!
Prendiamo il treno alle 19,00,
facciamo il nuovo ponte di Oresund che unisce la Danimarca alla Svezia, ci
fermiamo 3 ore a Malmo, ripartiamo alle 23,10 ed arriviamo a Stoccolma alle 6.10
del mattino: molliamo i bagagli al deposito e decidiamo di dare una occhiata
alla città.
Sabato 17
agosto 2002 partiti da Stoccolma arrivati a Helsinki, pernottato in Nave

Stoccolma all’arrivo ti lascia sconcertato, subito fuori della
stazione c’è un macello di strade su più livelli che il primo pensiero è:
“madonna come sono intelligenti sti svedesi, se hanno capito dove portano
tutte ste strade” e poi ti senti stupido, ma stupido perché in realtà noi
dobbiamo semplicemente attraversarle!
Per
un euro prendiamo circa 8,3 corone svedesi, ciondoliamo un po’ in giro, il
palazzo reale, la nave vichinga, i canali, prendiamo un battello e andiamo al
Vasa Museum. Il Vasa era l’ammiraglia reale che si rovesciò durante il varo
perché troppo alta e andò dritta dritta in fondo al mare alla faccia degli
antenati Vichinghi! Non ci rimasero per nulla bene, anzi se la sono proprio
legata al dito e appena hanno potuto l’hanno recuperata, l’hanno messa a
secco, l’hanno restaurata molto bene e ci hanno fatto intorno un bel museo su
più piani visitabile con 70 corone. Daniela si è riscritta all’Università (mi dà tante soddisfazioni la
ragazza) e ovunque può si diverte a scroccare riduzioni, qui le è andata bene,
solo 40 corone, poi mi guarda come se fossi uno scialacquatore delle risorse familiari!
Andiamo al porto e facciamo il biglietto per il traghetto che ci porterà
ad Helsinki: è la Mariella della Viking Line, abbiamo lo sconto del 50% e
paghiamo 363 corone svedesi. Saliamo e ci sistemiamo su comodissime poltrone
reclinabili, non prima di aver sistemato gli zaini negli appositi loculi a
moneta (€ 2), si parte alle 17.
Non sono navi, sono giganti del
mare, ci sono sale gioco, il teatro, vari cinema, la sala bingo, l’angolo
asilo nido, più sale di riunione per manager e naturalmente il tax free: prendo
2 birre (1 € cadauna), 6 pacchetti di gomme da ciancicare (€ 2,45) ed una
confezione di fazzoletti di carta (€ 1) e meno male che era tax free!
Domenica 18
agosto 2002 restati a Helsinki,
pernottato in Ostello
Arriviamo alle 10,15 con 15 minuti di ritardo! Andiamo alla stazione per
fare i biglietti per Mosca, ho un dubbio, il visto russo è valido dal 19 al 24
agosto, il treno parte alle 17,42 e varca la frontiera prima delle ore 0 del 19,
vuoi vedere che non ci fanno entrare e dobbiamo partire il giorno dopo?
Purtroppo è così! Facciamo i biglietti da Vainikkala (ultimo paese finlandese
al confine con la Russia) a Mosca pagando il 50% in meno, ovvero € 74,40 per
il treno e € 42 per il vagone letto.
Dobbiamo risolvere il problema di
dove dormire, l’ostello di Helsinki è prenotato, ma per il ritorno, speriamo
ci sia posto! Ci dice male, è tutto occupato, ma l’ostello ha fatto una
convenzione con il campus dell’università, possiamo andare lì: è più caro
(€ 66) di un ostello, ma ad Helsinki…..ci va benissimo!
Lunedì 19
agosto 2002 partiti da Helsinki arrivati a Moskva, pernottato in Vag. Letto

Helsinki è bella, piccolina, ha un bel mercatino proprio sul porto ed
un mercato coperto poco lontano. Una bella chiesa, dei viali, insomma non sappiamo
più cosa guardare: di fronte c’è l’isola di Suomenlinna, ora siamo arrivati fino ad Helsinki e non andiamo a
Suomenlinna! Prendiamo il traghetto e la visitiamo, è interessante: era un
avamposto militare con una darsena per la manutenzione delle navi, un forte
costellato di grandi ancore, bombarde, cannoni e dietro l’angolo un
sommergibile visitabile a pagamento!
Decidiamo di mollare l’armadio
al deposito bagagli, lo recupereremo al ritorno dalla Russia.
Prendiamo il treno alle 17,42, è
un treno russo, il vagone letto è comodo, la mattina ci viene offerto caffè,
tè e biscotti e scopriamo che dobbiamo pagarli 15 rubli: la controllora si
accontenta di 3 euro, ovvero 400 lire per un rublo,
poi alla stazione, al cambio ufficiale, scopriamo che un rublo costa circa 63,5
lire, e brava la

controllora!Sono già stato altre due volte a Mosca ed una cosa la so: hanno una metropolitana strepitosa;
scopro che l’ostello è vicino (si fa per dire) alla fermata Konsomol’skaja.
Altra cosa che scopriamo, ma solo dopo aver preso un po’ di biglietti a prezzo
pieno (5 rubli) è che per 35 rubli si possono prendere dei comodi blocchetti da
10 corse.
L’ostello è l’unico che
esiste a Mosca e così sarà anche per quello di S. Pietroburgo, i bagni sono
comuni, l’edificio è vecchiotto, la colazione è misurata, ma in compenso la
vita costa pochissimo.
Martedì 20
agosto 2002 restati a Moskva,
pernottato in Ostello Guest House

Cremlino, San Basilio, Arbat, il Gum (diventato una vetrina delle griffe
occidentali, un orrore rispetto al caro vecchio, caotico, vociante Gum di una
volta), le fermate della metropolitana, tutto quello che va visto. È cambiata
moltissimo, c’è molta povertà che prima non c’era o quantomeno non si
vedeva, c’è sicuramente più mercato, resta comunque una città unica nel suo
genere.
Non sono mai riuscito a vedere il Mausoleo di Lenin, questa volta la
coda mi sembra fattibile, ci proviamo, ce la facciamo tutta, ma all’ultimo
blocco, niet! Non si può entrare con le macchine fotografiche e non è permesso
inguattarle nelle borse! Riproverò la prossima volta.
Provo a fare il biglietto alla
stazione, ma scopro che non c’è posto, vado allora all’Intourist, mi danno
una mano, fanno un po’ di telefonate e ci trovano 2 posti: gentilissimi.
Paghiamo 1600 rubli per il biglietto e 2 letti (in realtà sono le nostre
cuccette a 4 posti riservate però a due persone soltanto); partiamo alle 21,30
ed alle 5,25 siamo a S. Pietroburgo.
Mercoledì
21 agosto 2002
partiti da Moskva arrivati a St Petersburg, pernottato in treno
Questa
volta siamo fortunati, l’ostello è vicino alla stazione, solo che sono le 6 di
mattina! Facciamo una colazione sostanziosa per 45 rubli, ci presentiamo
all’ostello, la camera non è libera, però possiamo lasciare lo zaino.
Prendiamo una tessera da 10 corse a 49,5 rubli, in compenso abbiamo
cambiato il rublo a 59,6 lire.
Andiamo alla fortezza di S.Pietro
e Paolo, imbucarsi è un gioco da ragazzi: il turismo è tutto torpedonato, basta
aspettare il prossimo gruppo di italiani, fare amicizia (da dove venite, bella
la città) proprio mentre si entra e poi una volta dentro salutarsi.
Io ho una meta precisa: l’incrociatore Aurora, basta risalire la Neva ed ecco
che alla confluenza con la Nevka appare in tutto il suo splendore grigio chiaro.
Saliamo, lo giriamo in lungo ed in largo, tocchiamo il cannone che sparò il
colpo che diede il segnale per l’attacco al Palazzo d’Inverno!
Giovedì 22
e Venerdì
23 agosto 2002
restati a
St Petersburg, pernottato in Ostello St Petersburg
International

La Venezia del Nord è tutta un cantiere, nel 2003 ci sarà il
trecentesimo anno della fondazione, grandi feste e a noi ci toccano un sacco di palazzi in restauro. È
bella, ma non mi piace, poi capisco anche il perché: non ha quasi nulla di
russo, è una città occidentale, d’altra parte Pietro il Grande la fece edificare
da un sacco di architetti europei, fra cui molti italiani.
Alla cattedrale ripeto il trucco
dell’imbucamento, solo che questa volta ci aggreghiamo ad un gruppo di
Portoghesi, non parliamo con nessuno, ma riusciamo ad entrare lo stesso; fare i
portoghesi con i portoghesi non è morale, riusciamo e facciamo il biglietto (250
rubli io e 125 la studentessa)!
In una traversa verso la fine di
Malaja Morskaja, prima di Bol’saja Morskaja, scopriamo un localino in un
sottoscala gestito da delle ragazze dove per 210 rubli mangiamo un triangolo
fritto ripieno di carne, zuppa di fagioli, salsicciotti con contorno misto e 2
birre da mezzo litro, e chi vi molla!
Facciamo la coda per l’Ermitage,
entriamo; alla mia studentessa in Russia hanno sempre fatto gli sconti ovunque,
qui si inventano che va bene lo sconto per gli studenti, purché non abbiano più
di trentanni….ora far passare Daniela per studentessa è una impresa, per
trentenne….. ci vorrebbe un miracolo!
Faccio un numero sulla discriminazione nei confronti degli studenti lavoratori e
decidiamo di andarcene, si può vivere anche senza l’Ermitage!
Sabato 24
agosto 2002 partiti da St
Petersburg arrivati a Helsinki, pernottato in
Ostello Euro Hostel
Continuiamo la visita della città e dei sobborghi con il monastero di
Alexander Niewsky dove Daniela in pantaloni corti non è ammessa, non che si
perda molto.
Andiamo alla stazione e facciamo
il biglietto per Vainikkala pagando il solito biglietto scontato: 32,60 euro per
il treno e 16 euro per la prenotazione; partiamo alle 16,48 dalla mitica
stazione Finlandia quella in cui Lenin, al termine del suo viaggio nel vagone
blindato iniziato dall’esilio in Svizzera, nel 1917 arringò la folla che era
corsa ad acclamarlo. Alle 21,18 arriviamo ad Helsinki ed andiamo diritti
all’ostello.
Domenica 25
agosto 2002 partiti da Helsinki arrivati a Turku, pernottato in Ostello

Di
Helsinki sappiamo tutto, ritiriamo l’armadio che ci è costato due euro al
giorno e partiamo alle 9,03 per Turku, l’antica capitale dove arriviamo alle
11.
Siamo stanchissimi, giriamo un po’; poi andiamo a Luostarinmaki: stupendo!
È un intero quartiere del 1700 completamente fatto con case in legno
trasformato in museo dell’artigianato con artigiani veri che lavorano oggi
come allora.
La pupa non ce la fa più, con
molta calma torniamo all’ostello e Daniela s’arrende, ha un po’ di febbre,
è solo stanchezza.
L’omo de casa si rimbocca le maniche, faccio la spesa dal cinese (porzioni
gigantesche che termineremo solo il giorno dopo), affitto una bici e vado a fare
i biglietti per la nave che ci riporterà a Stoccolma: questa volta è l’Amorella,
sempre della Viking Line, che ci costa ben 14 euro (sconto compreso).
Lunedì 26
agosto 2002 partiti da Turku arrivati a Stoccolma, pernottato in treno
Ci
imbarchiamo alle 8,45 e la pupa si è prontamente ripresa, arriviamo alle 18,55
a Stoccolma. Andiamo dal porto
alla stazione dove alle 23
abbiamo il treno per Berlino.
Presumo supplementi vari e non mi sbaglio, questi i costi: cuccette su treno
Stoccolma – Malmo 180 corone svedesi, supplemento per treno Malmo – Amburgo
16 euro, supplemento per treno Amburgo – Berlino 12,40 euro.
Martedì 27
agosto 2002 partiti da Stoccolma arrivati a Berlino, pernottato da Karen’s Bed
& breakfast
Cambiamo 3 treni, ma alle 15,23 siamo a Berlino. In questa città non
avevamo trovato posto negli ostelli e così prima del viaggio avevamo prenotato
una stanza al Karen’s Bed and Breakfast; sono una coppia giovane che nella
zona orientale della città mette a disposizione due delle loro stanze: il
prezzo tutto sommato è in linea con quello degli ostelli (€ 45), la colazione
è abbondante e non è distante dalla metro.
Mercoledì
28 agosto 2002
restati a Berlino,
pernottato in Bed&breakfast

Anche Berlino è tutto un cantiere, la giriamo in lungo ed in largo
grazie alla Welcome card che per 18 euro ci permette di muoverci per 3 giorni su tutti i mezzi
pubblici ed offre anche sconti di varia entità in musei, monumenti e locali
vari.
Troviamo bimbe che fanno il bagno nella fontana e Daniela ha il tempo di
spianare un coccodrillo: ci allontaniamo alla chetichella.
Non ci facciamo mancare neanche
un giro sul battello (€ 4 a persona) né una cena (€ 30 in due) alla
birreria Georg Braeu – Brauhaus
Giovedì 29
agosto 2002 partiti da Berlino arrivati a Monaco, pernottato in treno

Una visita al Pergamon museum, al museo Egizio ed alla esposizione delle
opere di Kathe Kollowitz sono fra gli appuntamenti da non mancare, così come una
visita al nuovo palazzo del governo, bellissimo con il suo gioco di specchi e da
cui si gode una bella vista panoramica della città.
Prima di lasciare Berlino un salto al Check point Charlie per non
dimenticare il dramma di una città divisa fra Est ed Ovest.
Partiamo da Berlino alle 22,21
non senza aver prenotato 2 cuccette (€ 38,40) per la nostra penultima notte di
viaggio
Venerdì 30 agosto 2002 restati a Monaco, pernottato in treno

Streniamo all’alba, alle 6,46, lasciamo i bagagli al deposito e ci
accingiamo a girare la città; siamo stanchi per cui decidiamo di prendere la
Circle Line (€ 11 a persona), un autobus turistico che parte dai pressi della stazione e fa il giro della città salvo scoprire che il
centro storico è zona pedonale: ci toccherà girarlo a piedi. Sperimentiamo allora la Tages Karte che è un biglietto giornaliero
illimitato per due persone (€ 9,50), comodo, ma antieconomico, specie dopo
aver fatto il giro con la Circle Line.
Bighelloniamo per la città, la Cattedrale, un bellissimo mercato
rionale, Marienplatz, il Neues Rathaus con il suo orologio, la dama triste ed il
bel militare e intanto cerchiamo il Zam Museum (€ 4, ridotto € 2); è un
piccolo museo privato diviso in sezioni: il museo dell’automobilina a pedali
(bellissimo), del vaso da notte (sfizioso), dell’angelo custode (curioso) e
della famiglia dei coniglietti (incredibile!).

Alla
ricerca di altre cose che normalmente non manchiamo mai, andiamo allo Standt
Museum, dove c’è una bellissima raccolta di marionette.
Si avvicina la sera, siamo
stanchi e un po’ tristi,torniamo alla stazione e prenotiamo 2 posti (€ 5,20)
sul treno delle 20,30; domani alle 8,17 dovremmo essere a Roma.
Una volta tanto il treno arriva in orario, e vai….., anche noi siamo in
Europa!
Sabato 31
agosto 2002 partiti da Monaco, arrivati a
Roma
Casa,
dolce casa, sarà…..
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