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L'isola del ghiaccio e del fuoco Per la prima volta 18 camper, 12 fuoristrada e 3 pulmini della stessa nazionalità entrano in Islanda. Naturalmente faremo due itinerari diversi, tranne un primo tratto comune. I camper vista la particolarità del paese possono percorrere solo alcune strade sterrate.
di Giuseppe Buico

Una
volta giunti a Bergen arriva il momento di conoscere personalmente i
partecipanti al viaggio, di dare un nome alle voci ascoltate solo per telefono,
(1 km dopo il molo d’imbarco c’è un camper parking, 120 dkr per 24h).la mattina ritiro i biglietti presso il botteghino e cominciamo le operazioni di
imbarco verso le 11, la nave parte puntuale alla 15.00. La Norrona (questa nuova nave, varata nel 2003, porta lo stesso nome della
precedente) ci accoglie meravigliosamente, le cabine sono confortevoli, i pasti
buoni e le due notti passate a bordo trascorrono veloci.

Arriviamo a Seyoisfjördour, piove, c’è nebbia con
visibilità fino a 20 m, cominciamo le operazioni di sbarco, peraltro molto
veloci, passiamo “indenni” la dogana, e ci incolonniamo per raggiungere il
primo paese, Egilsstaoir, dove faremo una breve sosta per cambiare i soldi e
fare il pieno di carburante; poi percorrendo la A14 che si snoda lungo la costa
est, incontriamo un paesino, che ci da un primo assaggio delle bellezze
naturali.
Raggiungiamo in serata Hofn, una cittadina moderna con annesso un porticciolo;
l’economia degli abitanti si basa sulla lavorazione del pesce.

Ci svegliamo con una giornata meravigliosa, ideale per far
visita alla laguna di JOKULsARLON, dove rimaniamo senza parole nel vedere così
da vicino gli Iceberg che si staccano dal ghiacciaio del Vatnajokull e scivolano
fino al mare; facciamo anche un’escursione fra i blocchi di ghiaccio a bordo
di imbarcazioni anfibie.
Arriviamo in serata al campeggio del parco nazionale dello Skataffell. Sempre ai piedi del ghiacciaio intraprendiamo due
escursioni, la prima lungo un sentiero che dal campeggio arriva alla cascata di
Svartifoss, la seconda che porta fin sul ghiacciaio del Vatnajokull, che suscita
in noi sensazioni forti, visto che ci troviamo sul ghiacciaio più grande del
mondo!
4° giorno - Lasciamo lo Skataffell e
lungo la strada per Selfoss ci fermiamo prima a Dyroley, dove si erge un ammasso
roccioso a forma di arco alto più di 100 m, luogo di maggior nidificazione
delle anitre; andiamo avanti per qualche km ed ecco alla nostra destra vediamo
la cascata di Skodafoss, il bel tempo ci permette di effettuare un’escursione
lungo la parete destra fino ad arrivare al “salto”.
Ci fermiamo per la notte nel campeggio di Selfoss.
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5° giorno - Partiamo puntuali alle 8.00, il gruppo già affiatato è in marcia per Pingvellir, dove si può osservare in modo molto evidente la frattura tra la zolla europea e quella americana, circondata da vette innevate e dal lago Pingvallatavan (il più grande del paese). Proseguendo sulla strada si incominciano ad intravedere i fumi di vapore, stiamo per arrivare a Geysir, una sorgente di acqua calda che emette degli spruzzi alti fino a 50 m, uno spettacolo che attira veramente molti turisti. Sempre sulla stessa strada, percorriamo 15 km e siamo alle cascate di Gullfoss, dove sostiamo per la notte.
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6° giorno - Ripercorriamo in senso inverso un tratto della 35 e della 36, perché dobbiamo arrivare a Reykjavik, la capitale dove vive la maggior parte degli abitanti. Trovato parcheggio (con una certa difficoltà ), visitiamo la città, per altro deludente; ripartiamo dopo pranzo per Blu Lagon, una “piscina” d’acqua calda creata dalla vicina centrale idroelettrica di Svanrsengi, cogliamo l’occasione per fare un bagno ristoratore.
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7° giorno- Dopo aver dormito nel parcheggio di Blu Lagon, passando ancora per Reykjavik, percorrendo la Ring Road, facciamo una sosta a Akranes per visitare il bel museo del folclore, un luogo piccolo ma ricco di interessanti cimeli, che raccontano la storia e i costumi dell’Isola. Più avanti arriviamo nei pressi di Borgarfjordur, il fiordo famoso per gli avvistamenti delle balene. Superiamo Borganers per arrivare prima a Deildartunguver, la sorgente termale dove l’acqua fuoriesce a circa 100°, e poi alla pozza di Snorry, una vasca circolare, del diametro di 4 m, alimentata dalla sorgente termale di Skifrla; finita la visita torniamo al campeggio di Borganes.
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8° giorno - Percorriamo la 54, alla
fattoria Ytri Tunga ci fermiamo perché sulla spiaggia ci sono delle foche in
posa, così scattiamo alcune foto; ancora qualche km e siamo ad Arnastapi, uno
sperone di roccia popolato da uccelli; c’è anche un porticciolo, qualche
barca e dei di pescatori di merluzzo talmente gentili da regalarci del pesce
fresco.
Arriviamo ad Osfsvic dove ci fermiamo per la notte.
9° giorno - L’intenso programma prevede
una sosta a Bjarnarhofn, dove c’è una fattoria specializzata nel preparare la
carne di squalo putrefatta!
Ci illustrano come pescano e lavorano la carne di squalo ed infine ci offrono
degli assaggi gratuiti… “roba da matti!”. Risaliamo in camper con un senso
di nausea, facciamo sosta al cratere di Gabrok, prima di arrivare a Blouduos ci
fermiamo presso la piccola chiesa di Pingeyrar.
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10° giorno - abbiamo percorso negli
ultimi 2 giorni la parte più selvaggia ed isolata dell’Islanda, ci stiamo
avvicinando ad Akureyri, la seconda città più importante dopo la capitale. Ci
arriviamo per pranzo e facciamo base al campeggio situato nella zona centrale
della città.
A piedi cominciamo il tour, visitiamo il giardino botanico, la cattedrale di
Akureyrarkirkja, e le vie del centro, ricche di negozi. La sera cogliamo
l’occasione per cenare tutti insieme in un ristorante tipico.
11° giorno - Direzione Usavik per andare con la barca a vedere le balene, il giro dura circa 3 ore e le balene riusciamo a vederle soltanto da lontano; sempre sulla 85 c’è Aoaldalshraun, un campo lavico con alcune strane grotte e colline cave.
12° giorno - A pochi km ecco Godafoss (cascata degli Dei) e intorno al lago Myvatn i piccoli crateri con l’acqua di Skutustaoir, Dimmuborir (spuntoni di lava di forma singolare), Hverfell il vulcano alto 163 m domina imponente il campo di lava sottostante; con una camminata di 15 minuti siamo in vetta e ammiriamo il paesaggio sottostante. Grjotagia, una spaccatura con una sorgente d’acqua calda (una volta era possibile fare il bagno), merita un’altra sosta. Arrivati a Reykjahlio ci fermiamo al campeggio per la notte.
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13° giorno - Oggi il programma prevede un’escursione ad Hverarond, una zona geotermica 6 km ad est di Reykiahlio, ricca di sorgenti d’acqua bollente, pozze di fango e fumarole; ancora più avanti il Krafla e il cratere Leirhnjùkur, potenzialmente ancora minaccioso, si snoda un sentiero ben definito lungo il quale si possono ammirare montagne di lava di vari colori. Poche centinaia di metri più avanti ecco il cratere di Viti, considerato inattivo, vi sorgono accanto due laghi e sorgenti d’acqua calda; la giornata è ancora lunga, riprendiamo la R.R. e poi usciamo per la 864, qui ci sono le cascate più belle d’Europa: Dettifoss, con i loro 44 m di salto e con i 500 metri cubi al secondo, riescono a formare una nuvola d’acqua visibile anche da lontano. sfruttiamo un’escursione lungo un sentiero che la costeggia per poterla ammirare meglio e scattare delle foto suggestive. con i camper passiamo la notte nei pressi della cascata, in sottofondo il rumore dell’acqua.
14° giorno - Il nostro viaggio sta per finire. Percorriamo la strada panoramica che ci porta ad Egilsstaoir.
15° giorno - Ci dirigiamo verso l’imbarco, la Norrona ci aspetta, con una traversata di 45 ore circa sbarcheremo a Hanstholm (Danimarca).
curiosità d’Islanda lo sapevate che:
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la “pietra del sole”, utilizzata, nell’antichità, per orientarsi nella navigazione in mare, probabilmente era un cristallo di cordierite, esistente in Scandinavia e dotato di proprietà naturali di polarizzazione. Se il cristallo è osservato dal basso e fatto ruotare, la luce che lo attraversa viene polarizzata nel blu quando l’asse maggiore è orientato verso il sole. | |
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La Fata Morgana, uno speciale tipo di miraggio, è causato dai riflessi sull’acqua, sul ghiaccio e sulla neve che, abbinati alle inversioni di temperatura, creano l’illusione di oggetti solidi e ben definiti che in realtà non esistono. | |
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È proibito attribuire ai bambini nomi non islandesi o dal suono straniero e tutti gli immigrati devono adottare un cognome locale per avere diritto alla cittadinanza islandese. | |
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Il cavallo islandese (Equus scandinavicus), che ha avuto una grande importanza nello sviluppo dell’isola, è piccolo di statura (circa 133 cm) e pesa fra i 390 e i 400 kg, ma è un animale robusto e perfettamente idoneo all’accidentato terreno locale. | |
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In passato, il piumino del “Pulcinela di mare” era utilizzato sull’isola per fare materassi e la loro carne costituiva uno degli alimenti base della popolazione locale, mentre adesso è considerata uno speciale manicaretto. |
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