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L'Indonesia e le sue isole
Per effettuare la gita sul vulcano decidiamo di usare un bus turistico. Dopo un’ora e mezza di attesa, vediamo arrivare un pulmino Suzuki molto malandato, bucato dalla ruggine e naturalmente con l’aria condizionata guasta. Ci sistemiamo alla meglio dividendo lo spazio con 4 insegnanti polacchi che faranno l’escursione con noi
Testo di Giuseppe Bacci, fotografie di Tiziano Bacci
Sono
in Indonesia da alcuni giorni, con mia moglie Sara, instancabile organizzatrice
dei nostri viaggi, ed i nostri due figli adolescenti alla loro prima esperienza
di viaggio in Oriente.
Ormai ci siamo ambientati, la differenza di cinque ore di fuso ha smesso di dare
fastidi, siamo piacevolmente abituati all’esagerato potere di acquisto della
nostra moneta e tiriamo sul prezzo anche su cifre irrisorie.
Quando
siamo giunti a Solo, nell’isola di Giava, abbiamo scelto un hotel di lusso,
dove abbiamo ottenuto, dopo lunga contrattazione, due camere con ogni comfort
con patio sulla piscina per circa 25 euro l’una. Abbiamo capito che qui ci
possiamo permettere lussi che in Italia sono fuori della nostra portata.
Stiamo attendendo il bus turistico che abbiamo prenotato in un agenzia del
centro per fare un’escursione al vulcano Bromo, distante 250 chilometri. Siamo
ancora indecisi se la nostra scelta sia stata giusta, perché per raggiungere il
vulcano, nella zona est di Giava, dovremo fare 11 ore di pullman, poi dormire in
un hotel molto spartano, svegliarci all’alba, vedere il sorgere del sole dalla
cima ed infine altre 10 ore per raggiungere Bali: ne varrà la pena? O forse
conveniva prendere direttamente l’aereo per Bali?

Il
tempo passa ed il bus turistico, con aria condizionata, mostratoci in foto dall’agenzia
non arriva. Dopo un’ora e mezza che attendiamo sotto la tettoia della hall del
nostro hotel, assistiti dal portiere in uniforme ed allietati da un’orchestra
gamelan che suona per ogni cliente che passa o sosta nella hall, vediamo entrare
nel recinto dell’hotel un pulmino Suzuki molto malandato. Così tra lo stupore
del portiere in galloni, che ci apre lo sportello saliamo sul veicolo malandato
e bucato dalla ruggine, naturalmente con l’aria condizionata fuori uso, e ci
sistemiamo alla meglio con i nostri bagagli dividendoci lo spazio con 4
insegnanti polacchi che faranno l’escursione con noi.

Protesto
tanto per far vedere che non sono contento, pur sapendo che avendo già pagato l’escursione
non mi rimane che adattarmi, e che comunque l’autista non può risolvere il
problema. Per fortuna siamo abituati a viaggi anche disagiati, ma in questo caso
avevamo preso un’escursione tutto compreso, da turisti “ricchi” e non
pensavamo di doverci adattare.
Partiamo e ci accorgiamo che il nostro autista guida come un pazzo, sorpassa in
continuazione sia a destra che a sinistra, ha i riflessi molto pronti, fuma una
sigaretta dopo l’altra, durante i pasti non mangia ma beve un liquido giallo
limone.
In
Tailandia ho già sentito parlare del “lipoo” una bevanda eccitante usata da
camionisti ed autisti per rimanere svegli durante turni massacranti di guida.
Non so se sia illegale, ma è sicuramente una droga tollerata, perché senza
andrebbe in crisi il sistema di trasporti ed aumenterebbero gli incidenti per i
colpi di sonno.
Infatti il nostro autista ci racconta che è da diversi giorni che porta turisti
al Bromo guidando di giorno e tornando indietro la notte. In particolare è due
giorni che non dorme.
Incominciamo
a preoccuparci della sicurezza del nostro viaggio, quando un guasto ci costringe
ad una sosta di due ore per la riparazione. Si riparte ma poco dopo una foratura
ci blocca per un’altra ora. Ormai abbiamo accumulato un forte ritardo, per
fortuna il nostro autista decide di rinunciare: telefona ad un amico che ci
viene incontro per prenderci e portarci fino alla nostra destinazione. Dopo aver
cambiato ancora mezzo di trasporto giungiamo infine all’hotel, a Cemoro Lawang,
nei pressi del vulcano. Sono le 23.00, mangiamo qualcosa ed a mezzanotte siamo a
dormire. Il sonno dura poco: alle 3 e mezza sveglia per andare a vedere l’alba
sul vulcano.
Scopriamo
che l’escursione non comprende il fuoristrada per salire sul vulcano, dovremmo
fare a piedi alcuni chilometri nel buio più assoluto, a volte con nebbia, su
una distesa di sabbia nera fino alla cima del Bromo. Preferiamo prendere il
fuoristrada, che in effetti costa meno di 5 euro a testa. Così mentre è ancora
notte ci portano a Panajakan, il punto più alto del cratere esterno, dove ci
sistemiamo con molti altri turisti ad attendere l’alba. Nei minuti che seguono
il chiarore del sole che sorge ci rivela un paesaggio spettacolare. Siamo su un
picco di 2770 m, sull’orlo di una grande caldera al cui interno, sotto di noi,
spiccano dei rilievi vulcanici, tra cui il cono del Bromo, dal cui cratere esce
vapore. Dal lato opposto rispetto al nostro punto di osservazione, appena fuori
della caldera si erge il maestoso cono del Semeru alto 3676 metri, che fa da
sfondo all’intera scena.
Il
cielo è limpidissimo e senza nuvole, ma il fondo del cratere è occupato da un
mare di nebbia, dal Bromo che emerge nel centro escono sbuffi di vapore, mentre
sullo sfondo il grande vulcano periodicamente lancia dalla cima grosse nuvole di
cenere.
Mentre il sole sale e la nebbia in basso si dirada restiamo affascinati dallo
spettacolo.
Le jeep ci portano quindi alla base del Bromo, dove un tempio indù giace nella
sabbia nera, ed a piedi ci incamminiamo sulla scala che porta all’orlo del
piccolo cratere.
Percorriamo
la stessa strada che percorrono una volta l’anno i fedeli indù, che si recano
dal tempio in processione fino al cratere per gettare le loro offerte nella
bocca del vulcano, con un rito che ricorda antiche feste pagane. Infatti in cima
troviamo numerose foglie di banana contenenti le colorate offerte: riso, petali
e fiori, frutta e spighe in composizioni curate nei particolari. Resta nella
vallata ancora della foschia, residuo della nebbia mattutina, ed il tempio indù
visto dall’alto sembra un paesaggio fuori dal tempo. Ci riportano infine all’hotel
dove facciamo colazione, poi di nuovo in viaggio, questa volta su un bus di
linea. Vi passeremo altre 10 ore, prendendo anche un breve traghetto che ci
porterà dall’isola di Giava all’isola di Bali dove trascorreremo la
prossima settimana.
Avevamo visto sorgere o tramontare il sole in diversi posti notevoli, dalla cima
del monte Sinai, all’orlo della caldera di Santorini, dall’Assekrem in
Algeria al monte Abu in India, o tra le dune dell’erg Ubari in Libia, ma
questa del Bromo ci è sembrata senza dubbio l’alba più spettacolare.
Insomma al nostro dubbio iniziale non possiamo che rispondere: sì, ne valeva la
pena!
P.S. Se state pensando che l’agenzia che ci ha organizzato l’escursione
sia stata disonesta, occorre precisare che:
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Esistevano solo due agenzie che organizzavano
l’escursione, con modalità simili e con prezzi identici. | |
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Il prezzo che abbiamo pagato per due giorni di trasporto, la notte in hotel e la colazione è stato di 250.000 rupie a testa (circa 23 euro) e non vi erano proposte più costose. |
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