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Un viaggio con il fascino del passato
Il mio itinerario
Cuba
è lunga quanto l'Italia (ma larga 1/3): percorrerla tutta prende tempo. In una
vacanza breve, per arrivare a Santiago e alla parte sud-orientale occorre andare
in aereo. Abbiamo preferito prendere l'aereo solo per arrivare a Cayo Largo
(isoletta a 40 minuti a sud da Habana, malgrado le linee aeree interne siano
indicate da Lonely Planet come le meno sicure dell'America Latina). A Cayo Largo
sostiamo con un pacchetto turistico e la residenza in resort - mare. Da Habana
con un'auto in affitto (i segnali stradali sono quasi inesistenti) proseguiamo
sull'autostrada semideserta verso Ovest fino al punto estremo: Maria La Gorda
(100 km oltre l'estremità dell'auto-strada: a Pinar del Rio) dove troviamo un
buon albergo con bungalow (prenotare!), bellissime spiagge popolate da molti
animali (granchi, paguri, jutia, colibri, iguane piccole).
Da Maria La Gorda è possibile arrivare in un giorno a Baia de los Cochinos,
oltre 500 km. Poi Trinidad e Santa Clara e da qui a Cayo S. Maria dove si arriva
passando di isoletta in isoletta con una strada soprelevata sul mare lunga 50
km. Il ritorno verso Habana è di oltre 400 km, rallentato da ore di pioggia
tropicale che annulla la visibilità e rende le strade simili a torrenti.
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Nessuna traccia dei vecchi Rimor portati sull'isola di Fidel da alcuni italiani per girare Cuba in Camper. Forse in futuro? Alcune associazioni culturali propongono da tempo itinerari alternativi. Per qualche dollaro in più: l'esperienza delle "Case particular" di affittacamere privati.
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Sono stato a Cuba 17 giorni nel Luglio 2004 con mia moglie Paola e mio figlio Federico di 9 anni. Cuba è un'isola caraibica lunga 1200 km (circa quanto l'Italia, ma più stretta: ha una superficie di 100.000 kmq, un terzo dell'Italia e una popolazione di 11 milioni, un quinto dell'Italia). E' l'unico paese rimasto al mondo con economia e regime di tipo sovietico. E' sorprendente che esista ancora dopo l'embargo USA che dura da quasi mezzo secolo (Bush lo ha reso più rigido: ora i cubani che stanno in USA possono visitare Cuba una volta ogni 3 anni e si possono portare solo 50$ per ogni giorno che vi restano) e dopo il crollo dell'URSS che ha eliminato l'85% del commercio internazionale del Paese. L'embargo USA secondo il governo cubano è costato a Cuba circa 60 miliardi di dollari. Il PIL cubano raggiunse circa 20 miliardi di $ nel 1990 poi è declinato del 40% fino al 1995. Il periodo attuale viene chiamato "periodo speciale". Dal 1995 il PIL ha ricominciato a crescere di alcuni % all'anno. (Questi dati vengono da libretti in spagnolo e inglese acquistati in librerie).
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Si incontrano edifici fatiscenti resi agibili da interventi spontanei |
Già prima del crollo URSS il governo aveva dato ai contadini direttamente
alcune grosse aziende agricole statali. A Cuba tutto è statale compresi alberghi
e ristoranti. Sono ammessi affittacamere e ristoranti in case private che pagano
20% di tassa e riempiono moduli di continuo. Chi eredita una casa dai genitori
può tenerla e affittare stanze, ma non può venderla.
Ora ci sono molte joint ventures quasi tutte turistiche con aziende canadesi,
spagnole, italiane, francesi.
Le cure mediche sono del tutto gratuite, e
gli ospedali anche se poveri funzionano bene 24 ore su 24. Li abbiamo
sperimentati direttamente a causa della tosse continua di nostro figlio.
All'ospedale di Pinar del Rio, una dottoressa (di nome Milèdi) ha fatto
subito una lastra a Federico, ha diagnosticato bronchite e prescritto
penicillina (che costava pochi centesimi) e prednisolone (cortisonico);
le medicine hanno prezzi irrisori. Secondo lo specialista italiano al ritorno,
non ce n'era affatto bisogno, ma l'intervento (25$) e la cura sono stati
tempestivi.
Le scuole pare siano buone, ma gli sbocchi lavorativi sono scarsi. Ci sono
fabbriche di ventilatori,
cucine e frigo, ma poco altro. Il petrolio è di
provenienza venezuelana: la produzione
locale off shore è scarsa e il prodotto è
pieno di zolfo.La qualità degli alberghi varia molto.
Alcuni antichi, eleganti, decenti (centro di La Habana ad es. Beltran de la Cruz in una vecchia casa coloniale rifatta). Un altro esempio è l'albergo con bungalow alla Playa Giròn (vicino a Baia de los Cochinos ove i mercenari USA - che erano solo 1500, tentarono invasione nel 1961, fallita) di stile sovietico con servizio disastroso, architettura stile 1932, grosso attestato di eccellenza dipinto sul muro, balletti la sera con ballerine volenterose ma grassocce e di gamba corta. L'albergo Melìa a Kayo Santa Maria (isoletta che si raggiunge in auto su strada soprelevata di Kayo in Kayo lunga 50 Km) che è un resort come quelli di Club Med: pasti internazionali alto livello, bibite alcoliche e non incluse nel prezzo, frequentato da canadesi che passano 2 settimane lì snza vedere, nè sapere niente di Cuba.
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Le bellezze naturali sono: candide spiagge di sabbia, con pochi pesci e coralli
neri ad una certa distanza da riva. le meduse sono rare l'acqua è cerulea, trasparente.
Interessante il cielo al tramonto di colori cangianti con effetti simultanei che sembrano
relativi a luoghi e tempi molto diversi. A La Habana: meravigliosi palazzetti
coloniali spagnoli, di cui pochi restaurati con contributo UNESCO, moltissimi
fatiscenti. Le strade e vicoli sporchi ricordano il Sud italiano di 70 anni fa.
Di notevole interesse gli animali notevoli. A Maria La Gorda, sulla spiaggia si
possono osservare: colibri e jutìa (un roditore inoffensivo lungo 60 cm, che
siamo riusciti a vedere solo vagamente di notte) e tanti paguri con grosse chele
(sembra che in certe stagioni spacchino
le gomme delle auto). L'isola di Cayo Largo (raggiungibile in aereo) è
caratterizzata da capanne sulla spiaggia ed è piena di grossi granchi.
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La pioggia battente sferza l'isola per 15 o 20 minuti al giorno ed è tanto intensa che
alla guida di
un'automobile la visibilità è di 10 metri. A Santa Clara, a 400 km
dall'aeroporto Jose Martì di La Habana, è piovuto intensamente per 4 ore e
solo per intuito abbiamo trovato la superstradae.
A causa della totale mancanza di segnali stradali abbiamo sbagliato strada
quattro volte. La gente è amichevole. Alcuni pro Castro, altri dicono: "Ha una faccia
verso il mondo esterno e una più dura verso di noi." Se parli lo spagnolo
correttamente, vieni scambiato per spagnolo o sudamericano (Chile, Perù,
Colombia, S. Salvador), tuttavia le persone che popolano la campagna parlano
un
dialetto poco comprensibile. Le famose cubane bellissime sono rarissime, (le
belle ragazze è meglio portarsele da casa!).
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La valuta è complicata: ci sono pesos convertibili in dollari con cui si paga
tutto anche in esercizi modesti che vendono panini e caffè. I pesos non
convertibili sono quelli usati dai locali: ne ho comprati 10$ che sono bastati e
avanzati. Un esempio si possono comprare 10 banane per 5 pesos non convertibili, equivalenti a pochi
centesimi di euro.
La cultura media sembra alta, ma non tanto diffusa quanto si dice. A La Habana ci
sono taxi a 2-3 posti chiamati "cocotaxi" con il motore dell'Ape
Piaggio e un guscio giallo che ripara dalla pioggia. Il ragazzo che doveva portarci per
un tragitto di 3 km non conosceva La Habana e ci ha fatto girare per 10 km
perdendo quasi 2 ore. Esistono anche rickshaw a 2 posti con ciclista anteriore ma
sembra che possano essere usati solo dai cubani, non da stranieri. A La Habana si fanno giri
in carrozzella per 10$.
A Vinales: abbiamo sostato un giorno in buon albergo (Ermita), poi in catapecchia
gestita da una famiglia simpatica con una bimba di 4 anni che canta:
Larga la barba Grande el sombrero
TU! Eres valiente Camilo Cienfuegos!
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Cienfuegos era uno dei capi della
rivoluzione castrista. Poco dopo il 1960, l'aereo su cui viaggiava da Santiago a
La Habana sparì. Abbiamo trascorso 2 giorni a Trinidad: una città disastrata
con una grande chiesa e strade lastricate con sassi.
Abbiamo cenato da particulares,
la luce è mancata luce per tutta la città una sera si e una no.
Le strade sono affiancate da palazzi
coloniali con dentro salotti eleganti (moltissime sedie a dondolo) che si
intravedono attraverso grosse inferriate bianche, dietro le quali osserviamo
persone stese a terra a causa del gran caldo. L'uomo che ci affitta casa (25$
con bagno e aria condizionata) è un ex tecnico che andò in URSS 20 anni fa
in viaggio premio spesato di tutto anche vestiti pesanti, parla anche un po'
russo, ma sembra deluso e disamorato. Il 26 luglio abbiamo ascoltato alla TV il
discorso di Castro. La voce è stanca e talora esitante.
Per un'ora controbatte le accuse di Bush che sembra abbia detto che il governo
di Cuba ricava soldi dal turismo sessuale anche minorile (non ne abbiamo
avuto sentore). Nella seconda ora Castro si addentra in una dettagliata psicoanalisi
di Bush, citando pagina per pagina il libro di uno psicologo USA: "Bush
sul lettino", è stato alcolizzato per 20 anni e ne porta le
conseguenze: non distingue la realtà dalla sue fantasie (vedi: armi
distruzione di massa in Iraq e prostituzione minorile a Cuba).
Castro cita a lungo anche Michel Moore.
Cuba è interessante e allo stesso tempo patetica. E' uno stato di polizia?
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Pare
di si: non c'è dissenso, nè opposizione e ogni due cuadras (traverse) c'è un
poliziotto in divisa. Tutti scrivono tanto e a mano (lentamente): dai tassisti
alla polizia di frontiera. Da notare che Castro e i suoi ministri battono le
mani di traverso come i sovietici 30 anni fa. Sono disgraziati e
considerati una minaccia da Bush sebbene abbiano una popolazione 1/30 e PIL
1/400 di quelli USA.
Viene voglia di fare qualcosa per i cubani. Non hanno computer (cioè
pochissimi): perchè non organizzare un invio di PC vecchi di alcuni anni che da
noi hanno valore commerciale nullo?
Cuba è piena di vecchie auto americane d'epoca (vintage anni 50) che
vanno pianissimo, molte camminano con piccoli e scassati motori di Volga.
Valgono da 3 a 5 mila $ l'una, potrebbero essere vendute a cinematografari che
fanno film di epoca.
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