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La Valtellina, arte e vigneti
La Tradizione del Gusto “Fa vini potenti ed assai” (Leonardo da Vinci)
di Andrea Fioretti
All’estremità settentrionale del lago di Como, Colico è la prima località che incontriamo entrando in Valtellina. A pochi chilometri, sulla punta di una penisoletta che chiude una insenatura del lago e che viene chiamata “laghetto di Piona”, l’abbazia di Piona, monastero cluniacense del sec. XI, con chiostro romanico gotico ed affreschi del sec. XIII. A Morbegno, per entrare nella storia e nella cultura della zona che stiamo visitando, andremo al Museo civico di storia naturale valtellinese di palazzo Gualteroni per poi apprezzare la collegiata di S. Giovanni Battista, la chiesa di S. Antonio ed ai limiti dell’abitato, il santuario dell’Assunta. In ottobre, da non perdere, la Sagra del Bitto Dop, che con le mele, i frutti di bosco, i funghi e la superba Bresaola, fa parte delle attrattive della valle. Sondrio, posizionata allo sbocco della Valmalenco, è il capoluogo provinciale ed economico della Valtellina, in una zona di produzione di eccellenti vini.
Una passeggiata in centro ci porta al Palazzo Pretorio (oggi municipio) ed alla Collegiata dei SS Gervasio e Protasio. A Teglio visiteremo il rinascimentale Palazzo Besta le cui sale ricche di arredi, decorazioni e sculture sono testimonianza delle dimore signorili valtellinesi del ‘500. Se vi è possibile non mancate la Sagra dei Pizzoccheri a fine luglio; questa ottima pasta di grano saraceno ha qui la sua origine. A Tirano il Santuario della Madonna è un capolavoro di arte rinascimentale ma questa cittadina può essere anche l’occasione per lasciare per qualche ora il camper e salire sul rosso trenino che da qui entra in Svizzera, si arrampica per la valle di Poschiavo fino al Passo del Bernina per proseguire poi fino a St. Moritz. Grosio è famosa per il Parco delle incisioni rupestri, presenti a migliaia, incise in un lungo arco di temo che dal Neolitico si protrae fino alle età del bronzo e del ferro, ricordando, forse a ragione, quelle della civiltà camuna dell’alto bresciano. Ulteriore motivo di interesse è il Palazzo Visconti Venosta, con i suoi arredi, biblioteca ed archivio di famiglia.
Passare lungo la statale sotto Sondalo, vedere le dimensioni dei sanatori
nei quali venivano mandati, fino a non molti anni orsono, gli ammalati di tisi,
fa sicuramente riflettere su quanta sofferenza abbiano tentato, spesso invano,
di curare il clima e l’aria pura di questi posti. Nell’abitato di Bormio,
è bello passeggiare nel centro storico, strade strette e tortuose per
difendersi dai nemici ma anche dai freddi venti delle montagne, case affrescate
all’esterno, portali scolpiti, torri, chiese e palazzi storici come il Kùerc
(coperchio) antica loggia della Giustizia, attigua alla torre Comunale.
In via Sertorelli imperdibile il giardino botanico Rezia; ottima motivazione per
prolungare la sosta un tuffo nella piscina termale a 32°C ed una visita
all’annesso centro terapeutico per alleviare qualche acciacco.
L’arrampicata sulla panoramica statale 301 verso Livigno è certamente
motivata dal desiderio di vedere le antiche case di legno allineate lungo la
strada di fondovalle che costituisce il paese, ma fondamentalmente dal fatto che
si trova in zona extradoganale e gli acquisti esentasse sono particolarmente
convenienti. Non esagerate perchè, a Trepalle troverete i doganieri.
NOTIZIE PRATICHE
ITINERARIO:
Colico-Morbegno: SS 36 fino a S. Agata, qui inserirsi sulla SS 38; Km 16. Morbegno-Sondrio: SS 38; Km 25. Sondrio-Teglio: SS 38 fino al bivio a sx, indicazioni; Km 16. Teglio-Tirano: Indicazioni Tresenda,qui riprendiamo la SS 38 a sx; Km 16. Tirano-Grosio: SS 38; Km 3,8. Grosio-Sondalo-Bormio: SS 38; Km 20. Bormio-Livigno: SS 301, panoramica; Km 38. Km totali circa 135 con una spesa di gasolio intorno ai 24 Euro.
Anche il palato vuole la sua parte
(ed anche questo è cultura).
Nel nominare la Valtellina vengono subito in mente specialità come i
pizzoccheri, grosse tagliatelle di farina di grano saraceno cotte insieme a
verdure varie e condite con abbondante burro e formaggio di alpeggio, la
bresaola, carne di manzo salata e stagionata, ma molto ancora possiamo
trovare in questa valle, dal violino di capra al bitto Dop, dalla
polenta taragna (da un misto di farina di mais e di grano saraceno) alla
polenta in fiur, la stessa cotta nella panna con aggiunta di formaggio magro
alle slinzeghe di manzo e cavallo.
Tra i dolci i panini bruscel di fich con fichi secchi, le ciambelle brazadella
dolce, le copete, doppie cialde al miele e noci. Sulle terragne, terrazzamenti
sostenuti da muretti in pietra, si coltivano i vitigni che danno i superbi
Valtellina Superiore Docg, ed i Doc Sassella, Inferno, Grumello e
Valgella, tutti da assaggiare e portare nella cantina del camper.
Indirizzi
ghiotti:
Alimentari F.lli Ciapponi a Morbegno P.za 3 Novembre 23, formaggi:
bitto con stagionatura fino a 10 anni, casera, scimudin; salumi: bresaola,
salami di cervo, violino di capra e di capriolo. Nella cantina il meglio
dell’enologia valtellinese.
La Nuova Bottega a Tirano Viale Italia 35, il Pedrotti seleziona,
dai migliori produttori della zona, tutte le specialità del territorio, formaggi
e salumi.
Macelleria scaramella a Campodolcino Via Corti 45. Confezione
artigiana di bresaole di manzo, slinzeghe, bastardej ma principalmete il
“violino di capra”, prosciutto tipico della val Chiavenna.
Simonetta del Curto a Prosto di Piuro Via alla chiesa 3. Andate
nel suo antico mulino trasformato in negozio per assaggiare i biscotìn del Pròst.
Il Salumaio a Bormio Via Piccedi 20. Alfonso Boscacci seleziona,
da appassionato, ottime bresaole, salamini anche alla selvaggina, slinzeghe ma
anche mortadelle di fegato e il violino di capriolo, senza dimenticare i
formaggi.
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