|
prima del viaggio ~ news ~ i corrispondenti ~ gli amici ~ tecnica ~ riviste ~ camperismo |
Il Reatino
I luoghi di San Francesco nel Lazio. Dal Lucus Feroniae ai Monasteri intorno a Rieti
di Andrea Fioretti
Ancora una volta partiamo da Roma imboccando dal Grande Raccordo Anulare la via Flaminia e subito dopo la Tiberina, per raggiungere, subito dopo l’abitato di Capena, l’antica città di Lucus Feroniae, adiacente al casello “Roma Nord” dell’Autostrada A1.
Interessanti i resti dell’anfiteatro, il foro, la Villa dei Volusii. Il raccordo autostradale per Passo Corese, ci porta sulla Salaria ed a Farfa con la sua celebre Abbazia.
Caratteristica la doppia fila di case tutte uguali ai lati della strada, che i monaci affittavano ai pellegrini ed ai commercianti in occasione delle fiere di aprile e settembre. l’Abbazia, con i suoi 14 secoli di storia, fu uno dei maggiori centri culturali e religiosi del medioevo, arrivando, con i suoi possedimenti fino in Abruzzo e nelle Marche. Da sola vale un’uscita.
Tornati sulla Salaria, alle porte di Rieti raggiungiamo il Convento di Fonte Colombo, ove San Francesco dettò la regola del suo ordine e dove potremo visitare il luogo ove il santo si ritirava a meditare, il Sacro Speco.
Ancora sulle orme di San Francesco a Greccio, convento nel quale, nella cappella del Presepio, la notte di Natale 1223, il santo organizzò la prima rappresentazione della Natività. Da vedere, il dormitorio, l’oratorio ed il dormitorio di S. Bonaventura. Una breve deviazione paesaggistica ci porta ad apprezzare dall’alto l’impressionante caduta -165 m - della Cascata delle Marmore, realizzata artificialmente dai Romani per bonificare la piana reatina.
Costeggiamo ora la quiete del lago di Piediluco; vale la pena di soffermarci al monte Caperno, ove, sulla spianata sommitale, un’eco rimanda la nostra voce dopo 4 secondi.
Costeggiando le pendici dei Monti Reatini, a Leonessa nella chiesa di San Francesco, troveremo un grande presepe in terracotta policroma del ‘500 e nel giungere alla chiesa non ci sfuggiranno le case medievali porticate ed i palazzi rinascimentali e barocchi che si allineano lungo le tipiche vie del paese.
Il periplo dei Monti Reatini, ci porta, per la Vallonina e la Sella di Leonessa, al monte Terminillo da dove, con la seggiovia che troveremo nei pressi del borgo di Campoforogna, potremo salire al panorama che si gode dai 2108 m del rifugio Rinaldi.
Riprendiamo i percorsi francescani con una sosta al convento La Foresta per apprezzare una chiesina del 1200 ed un chiostro del ‘400.
La tradizione riporta che la gran folla che si accalcava per vedere il Poverello di Assisi, danneggiò gravemente la vigna del parroco del quale il Santo era ospite; inspiegabilmente il raccolto, quell’anno, fu migliore e più abbondante del solito. Pochi chilometri ci portano a Rieti, capoluogo di provincia, che gli abitanti vantano essere “l’ombelico d’Italia”.
La città ha origini romane (dette i natali a Marco Terenzio Varrone) ma i suoi monumenti risalgono prevalentemente al medioevo, periodo nel quale la sua storia si legò a quella della Roma papale. Qui soggiornarono Gregorio IX che vi beatificò San Domenico, qui Bonifacio VIII visse momenti di terrore a causa di un terremoto che lo costrinse ad interrompere la celebrazione di una messa fuggendo per i campi, qui Carlo II d’Angiò ricevette la corona da Nicolò IV. Tra i luoghi che la guida ci consiglia, a nostro giudizio di particolare interesse il Palazzo Vecchiarelli, opera del grande architetto Carlo Maderno.
NOTIZIE PRATICHE
ITINERARIO:
Roma-Lucus
Feroniae: dal GRA per la SS 3 Flaminia poi dopo 2 Km, a dx per la via Tiberina;
Km 22. Lucus Feroniae-Farfa: sul raccordo autostradale per Passo Corese, subito
a sx seguendo le indicazioni per Fara in Sabina, Farfa; Km 23. Farfa-Convento di
Fonte Colombo: torniamo sulla Salaria ripassando sotto Fara ed il borgo di
Toffia; alla SS 4 prendiamo a sx per Rieti dove, all’ingresso della città,
andiamo a sx dir. Contigliano; dopo 3 Km bivio a sx; Km 40. Convento di Fonte
Colombo-Greccio: torniamo sulla strada per Contigliano ed a Spinacceto bivio a
sx; Km 14.
Greccio-Marmore: Proseguiamo per Sellecchia, Staz. Greccio per Terni; Km 16. Marmore-Piediluco: per la SS 79 , Km 8. Piediluco-Leonessa: per la SS 79 fino a Mad. della Luce ove prenderemo a sx per Labro e Morro Reatino fino alla SS 521; Km 31. Leonessa -Terminillo: uscendo, dal paese a sx , indicazioni; Km 20. Terminillo-Convento la Foresta: sulla SS 4 bis fino al bivio a sx dopo Vazia; Km 18. Convento la Foresta-Rieti:
torniamo sulla SS 4 bis e la seguiamo fino in città; Km 9,5. Rieti-Roma GRA: per la SS 4 Salaria; Km 65. Km totali circa 270 con una spesa di gasolio intorno ai 50 Euro.
Anche il palato vuole la sua parte (ed anche questo
è cultura).
Nella cucina del Reatino,
sentiamo l’influsso della vicina Umbria ma non mancano i piatti che nella
provincia hanno avuto la loro origine come i “bucatini alla matriciana” (di
Amatrice), gli “jaccoli” (spaghettoni fatti a mano e conditi con sugo di carne e
pecorino), “l’abbacchio in guazzetto” (agnello in padella con una salsa
all’uovo).
Giustamente famoso per la sua leggerezza e sapidità l’olio della Sabina ed il
pecorino ma anche le carni bovine ed ovine di allevamenti al pascolo, il maiale
fresco ed in tutte le sue lavorazioni, tra le quali, da non perdere, i salamini
di Leonessa.
Indirizzi ghiotti: Mortadelline
amatriciane a grana fine con al centro un bastone quadrato di lardo. Zona di
produzione Amatrice, naturalmente si trovano nei vari negozi lungo il corso
della cittadina. Pecorino del pastore di pasta bianca leggermente occhiata,
presenta la caratteristica 2lacrima dell’olio”. Prodotta nella provincia di
Rieti va lavorato a mano per almeno 20 minuti, all’interno di stampi. Lasciato
maturare per un mese e stagionato per cinque è il momento giusto per degustarlo.
![]()