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Si avvicina il periodo delle vacanze. Qualche suggerimento per migliorare gli impianti e le attrezzature di bordo.
di Franco Liboa
Ecco alcune modifiche che abbiamo apportato da anni, oltre a piccole astuzie che adottiamo sempre per una vacanza più confortevole e tranquilla. Viceversa sul “cosa portare” vi rimandiamo al “Check List per la partenza” (i Timoni n° 2 mag.- giu. 2002), invitandovi a crearne uno personale, che soddisfi al meglio le vostre esigenze.
L’autocaravan
non è un’autobotte. I serbatoi idrici di bordo per molti sono
sempre insufficienti a prescindere dalla loro capienza, e ne aggiungono altri
non considerando che ogni litro d’acqua è un chilo in più. Invece è meglio
imparare ad economizzare, evitando qualsiasi spreco, perché ridurre i consumi
equivale ad aumentare le scorte, ma senza incrementare pesi e costi. Basta un
vaso di espansione, quasi mai di serie, da inserire sulla conduttura dell’acqua
fredda, a valle della pompa, prima della biforcazione tra il tubo del bagno e
quello della cucina, nel punto più comodo. Questo componente, semplicissimo,
offre tanti vantaggi. Consente di strozzare a piacimento il flusso idrico fino
ad avere un sottile filo d’acqua dal rubinetto, evitando il singhiozzamento a
raffica della pompa. Oltre al risparmio idrico (almeno del 50%) si eliminano i
colpi d’ariete all’impianto, dovuti al lavoro intermittente e frequentissimo
della pompa, con buona salute della stessa e dell’impianto. Inoltre si riduce
il consumo di corrente, perché l’assorbimento maggiore si ha proprio all’avvio
della pompa, come si può osservare dalla variazione di luce di una lampada
accesa.
Il montaggio è semplicissimo e fattibile anche in prima persona; basta seguire le istruzioni allegate. Infine il costo è irrisorio rispetto ai vantaggi offerti. Volendo ridurre ulteriormente i consumi si può installare anche una cellula fotoelettrica ad ogni rubinetto. Così non appena si allontanano le mani, o gli oggetti, il già esiguo flusso idrico si interrompe automaticamente. Oppure esiste una specifica appendice dotata di un sottile stelo pendulo in plastica, da avvitare alla cannula del rubinetto. Se si tiene lo stelo spostato (con le mani o altro) dalla sua posizione naturale di riposo l’acqua esce, altrimenti si interrompe automaticamente. Anche qui la spesa è minima. Con l’adozione di questi accorgimenti constaterete di persona l’economia realizzata. Di contro la cosa peggiore è pure l’aggiunta di serbatoi di raccolta delle acque grigie. Invece occorre abituarsi a scaricarle quotidianamente; sono i pesi più inutili.
Risparmiare
energia elettrica è d’obbligo e deve essere una regola specie in
sosta libera. Innanzitutto non accendiamo luci se non è necessario e
limitiamoci ad impiegarne una alla volta, salvo dover illuminare temporaneamente
due vani separati. Le lampade fluorescenti a basso assorbimento sono preferibili
a quelle ad incandescenza e/o faretti alogeni, questi ultimi oggi installati
quasi ovunque. Limitiamo l’uso della TV, della radio e del CB, apparato di
utilità e non per lunghe quanto inutili chiacchierate. Lasciamo a casa
videoregistratori, play station e videogiochi; almeno in vacanza. Così
disintossichiamo noi e soprattutto i bambini. Inoltre in luogo di un bel
generatore, inquinante e rumoroso, adottiamo un razionale impianto fotovoltaico,
assolutamente silenzioso, ecologico e che non consuma nulla.
Un piccolo tester digitale è utile in mille occasioni, per verificare la tensione delle batterie, quella di rete a 220V, controllare se c’è un’interruzione su un filo, ecc. Dovrebbe essere sempre a bordo, ricordando che è alimentato da una piccola pila; quindi abbiamone anche una di scorta.
Quanto
gas ci serve è funzione di vari parametri: durata della vacanza,
clima locale, eventuale necessità di alimentare il frigo, uso dei fornelli e
del boiler, ecc.
Ricordiamo che qualche stufa moderna può consumare anche 400 gr/h. Un piccolo
dinamometro può dirci quanto gas abbiamo nella bombola. Pertanto teniamo
presente l’eventualità di un possibile rifornimento. Una chiave n° 25 serve
per scollegare la bombola dal regolatore di pressione. Inoltre in alcune nazioni
europee le bombole hanno attacchi diversi dalle nostre, per cui occorre un
adattatore, (i Timoni n° 17 nov.-dic. 2004); ma anche con il bombolone fisso
serve un raccordo per poter agganciare la pistola erogatrice.
La pentola a pressione è utilissima: fa risparmiare gas, tempo e fatica. E se la stessa, chiusa e con l’acqua per la pasta viene messa al sole già di buon mattino, si velocizza ulteriormente la cottura (altri risparmi). Inoltre offre più varietà nella scelta dei menù.

Il
frigo raffredda meglio se è perfettamente “in bolla”e se la
parete in cui è incassato è all’ombra.
Quando funziona a 220 V verificare (con il tester) il reale valore della
tensione (spesso è inferiore al dovuto). è importante evitare di aprirlo
spesso. Alla sera introdurre alcune bottiglie d’acqua e mettere nella celletta
freezer qualche bicchiere di carta pieno d’acqua, che di notte gelerà. L’indomani
mattina, con un unico prelievo togliere tutta l’acqua ed il ghiaccio, che
verseremo in un buon contenitore termico.
Così non si deve aprire il frigo ogni volta che si vuol bere. Prima di iniziare
a cucinare pensare a tutto ciò che serve e prelevarlo con una sola operazione.
Lo stesso per riporre il resto degli ingredienti usati. Insegniamo ai bambini
queste procedure; imparano subito e meglio di tanti adulti.
Se
la veranda è aperta picchettare a terra i bracci di sostegno e
adottare anche un paio di robusti tiranti antivento, ma da poter sganciare in un
attimo, grazie a due moschettoni. Però se è previsto un peggioramento meteo è
meglio chiuderla con largo anticipo, anziché farlo durante una burrasca. Se
piove all’improvviso e si è già bagnata, ma non c’è vento, abbassarne un
lato per favorire il deflusso dell’acqua. Il vento è il peggior nemico e può
provocare seri danni a noi e ad altri. Infine, per avere maggior ombra, disporre
il veicolo con la veranda estesa verso nord, perché il sole sorge ad est, gira
a sud e tramonta verso ovest. è meglio che il telo sia asciutto, prima di
riavvolgerlo. Attenzione: se sforza in fase di chiusura non insistere ma
riaprirla e controllare. Sicuramente qualche ostacolo si è inserito; pinoli,
rametti, fogliame o altro; deve essere rimosso assolutamente. Poi, ad operazioni
ultimate, verifichiamo che sia ben chiusa.
La pressione dei pneumatici deve sempre essere controllata a freddo. Un manometro, piccolo ma preciso, ci consente di effettuare la verifica al mattino, prima di muovere. Se poi disponiamo pure di un minuscolo compressore a 12 V (ma che non sia un giocattolo), siamo pienamente autonomi.
Forare
una gomma è un inconveniente possibile e sostituirla per strada è
inevitabile. Non manchino mai due cunei per immobilizzare il veicolo, oltre ad
aver inserito il freno a mano e la prima (o la retromarcia). Ma i problemi
iniziano al momento di svitare i bulloni, serrati “a morte”con la pistola ad
aria compressa. Inoltre il tempo (e spesso la ruggine) li incollano sul
cerchione, tanto che svitarli con la chiave in dotazione è impresa talvolta
disperata. Meglio una robusta chiave telescopica, e/o un solido tubo di
prolunga, per conseguire lo scopo riducendo gli sforzi. Ma per precauzione
converrebbe svitarli ad uno ad uno, con largo anticipo sulla data di partenza,
ungerli appena con un velo di grasso (meglio se grafitato, perché più
resistente all’acqua), poi pulirli con uno straccio e riavvitarli con la
chiave che avremo al seguito. Però prima di partire e periodicamente, sempre
con la stessa chiave, controllare che siano ben stretti. Così al momento del
bisogno non imprecheremo inutilmente.
Un carrellino portatutto, tipo quelli per le valigie, è comodissimo per trasportare senza sforzo taniche ed oggetti vari, per la spesa, e per altre necessità. Se ha le rotelle larghe rotola meglio anche su terreni cedevoli, senza sprofondare.
Un paio di robuste stuoie, da porre sotto le ruote all’occorrenza, evitano antipatici impantanamenti e comunque aiutano ad uscirne.
Nella farmacia di bordo non manchi qualche pomata contro le ustioni (anche quelle solari), le punture di insetti e le reazioni da contatto con erbe ed animali “urticanti”; qualche ago ed una pinzetta servono per estrarre le spine.
Il termometro è
di rigore, specie se ci sono bambini.
Un piccolo set per il cucito è
indispensabile per riparazioni varie.
Qualche passatempo per i bimbi è
necessario, specie in caso di tempo brutto. Il vecchio gioco dell’oca, la
dama, gli scacchi, le carte, lo scarabeo, qualche foglio di carta ed alcune
matite colorate sono sempre utili.
Evitiamo la TV ed i giochi elettronici, almeno in vacanza. Se è bello non
manchino le passeggiate nei boschi, o sulla spiaggia. Insegniamo loro come
riconoscere piante, foglie, gli animali e le loro impronte, a raccogliere
conchiglie e a farne collane. Susciteremo il loro interesse e cominceranno ad
amare la natura, il che non guasta assolutamente.
Una buona bussola non serve solo in mare o nel deserto, ma è molto utile nell’attraversamento di una grande città, specie di sera, o con cielo coperto.
Chi espatria richieda alla propria ASL il modello E111, per l’assistenza medica all’estero. Ne occorre uno per ogni componente dell’equipaggio e conviene farne alcune fotocopie, perché alla prima necessità verrebbe ritirato e si rimarrebbe senza nulla. Infine un dizionarietto tascabile è di rigore.