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La cucina di bordo
I progettisti usano i veicoli ricreazionali? Un comparto fondamentale, di uso giornaliero, ma non sempre razionale.
di Franco Liboa
Pranzare a bordo in piena libertà, quando e come vogliamo, ammirando un bel panorama che potremmo cambiare ogni giorno è una delle prerogative dei veicoli ricreazionali, concepiti per essere autonomi ed indipendenti. Quindi la cucina è d’obbligo ed è presente anche sul più minuscolo camper. è una zona di primaria importanza, che, oltre alla massima sicurezza dovrebbe essere razionale e semplice, ma che, da quanto si vede oggi, spesso pare sia il risultato di complesse elucubrazioni mentali, concepite più per stupire che per assolvere le necessità quotidiane; un’ennesima dimostrazione che molti “progettisti” non utilizzano poi i veicoli. Esaminiamo questo comparto, focalizzando i punti più importanti.
Il blocco cucina può essere situato in varie posizioni, in base alle tipologie abitative del mezzo. Di norma è a parete e la sua ampiezza dipende dalle dimensioni del veicolo in rapporto al numero dei posti a bordo; in pratica, come il vano toilette, è ricavato nello spazio residuo a disposizione. In genere comprende un mobile base ed un pensile sovrastante.
IL MOBILE BASE
Ingloba piano cottura e lavandino, un ripostiglio
sottostante, ad un’anta, un cassetto ed in genere il frigo.
Ma se la struttura è più ampia possiamo trovare anche un cestello estraibile a
più ripiani, eventuali altri spazi e cassetti, e magari il forno. Analizziamo i
singoli componenti.
Il
gruppo cottura ed il lavandino una volta erano costruiti per
stampaggio, in un solo pezzo di acciaio inox, posto alla sommità del mobile. Una
soluzione semplice e razionale. Oggi sono separati ed indipendenti; così occorre
più lavoro e tempo per installarli. Sono incassati a filo sul piano, richiedendo
maggior attenzione per le pulizie anche perché c’è la possibilità di piccole
infiltrazioni d’acqua perimetralmente.
I fornelli erano solo due, soddisfacenti le necessità quotidiane in
vacanza e sufficientemente distanziati per accogliere comodamente una pentola ed
un tegame di normali dimensioni. Oggi di norma i fuochi sono tre, anzi in molti
casi quattro. Ma le distanze tra loro sono minori; quindi c’è meno spazio sul
piano per l’utilizzo di casseruole standard, con il rischio che il pentolame
debordi parecchio e si avvicini troppo alle pareti, o al mobilio circostante.
Attenzione: il calore della fiamma, propagato radialmente dal fondo delle pentole, può arrivare a surriscaldare il rivestimento e le pareti stesse danneggiandole, o peggio. Di conseguenza è importante fare attenzione agli spazi residui ed è necessario un parafiamma almeno su due lati, magari mobile; ma non sempre di serie. è una precauzione molto utile, specie se c’è una finestra retrostante il gruppo cottura, o se la porta di ingresso è adiacente. Inoltre è imperativo che le pentole ed i relativi manici non sporgano mai anteriormente oltre il mobile; occorre particolare attenzione e le dovute precauzioni se ci sono bambini a bordo.
Una
finestra è utile per arieggiare ed illuminare la zona. Ma che il
bordo inferiore non sia troppo basso e vicino ai fornelli; quando è aperta può
disturbare la fiamma dei bruciatori, costringendoci a chiuderla; cosa non
piacevole in estate. Attenzione: niente tendine svolazzanti, né frange
antimosche in ciniglia (o altro materiale infiammabile) in prossimità dei
fornelli. La porta della cellula abitativa non di rado è adiacente al piano
cottura e in concomitanza con qualche finestra può creare corrente che disturba
la fiamma. Adottare le precauzioni sopraccitate. In alcuni veicoli quando
è aperta si ribalta contro la finestra della cucina e/o magari sopra le griglie
di aerazione del frigo ostruendole entrambe. Oppure può interferire con
l’apertura dello sportello destro della cabina di guida. Sono errori grossolani
che si ripetono spesso.
Le termocoppie
sono dispositivi di sicurezza che interrompono automaticamente l’erogazione del
gas in una trentina di secondi in caso di spegnimento accidentale della fiamma.
A bordo sono di serie da anni su tutte le utenze a gas. Ricordiamo che dopo
l’utilizzo dei fornelli è necessario attendere il loro raffreddamento prima di
abbassare il relativo coperchio, che altrimenti potrebbe bruciarsi se è in legno
o laminato plastico, o spaccarsi se in vetro.
Un piano di lavoro, anche se piccolo, è
necessario per le operazioni in cucina, ma non sempre è così, specie se il
veicolo è compatto e con troppi posti letto. In questi casi si penalizzano
sempre toilette e cucina.
I lavandini
erano quadrati o rettangolari, per ottimizzare gli spazi. Da tempo si trovano
anche rotondi. Per i materiali l’acciaio smaltato, in vari colori, (come per i
gruppi cottura), ha affiancato o sostituito l’inox. L’importante è che abbiano
una certa profondità, per la razionalità nell’uso.
I rubinetti sono i naturali complementi dei
lavandini. Finalmente ci si è indirizzati verso i pratici gruppi monocomando. Se
ne vedono di ogni forma, disegno e dimensione e non sempre ubicati nel punto più
idoneo. La cannula, meglio se orientabile ed inclinabile, sia di lunghezza
adeguata (in rapporto alla profondità del lavandino), per sottoporvi comodamente
una pentola media da lavare, evitando che, pur a getto ridotto, l’acqua schizzi
all’esterno. Provare per credere!
Il cassetto
per le posate di solito è sotto al lavandino. è necessario, ed è bene
sia dotato all’origine di contenitore a scomparti, asportabile, perché le sue
dimensioni non di rado sono differenti da quelli di uso domestico e non sempre
compatibili.
Attenzione: se l’alloggiamento contenente il
cassetto non è perimetralmente ben chiuso, ed il frigo è adiacente (o quasi),
dalle griglie di aerazione dello stesso in viaggio si risucchia molta polvere,
che sporcherà il contenuto del cassetto, salvo non provvedere in proprio. è un
accorgimento che andrebbe adottato dal costruttore, in fabbrica.
Un
ripostiglio, di norma ad unica anta e sotto al lavandino è quasi
sempre presente. Ma può essere anche più grande se il frigo non è inglobato nel
mobile base. Talvolta è in parte occupato dal boiler; altrimenti è
totalmente disponibile. Sarebbe utile che fosse già corredato con uno o due
ripiani intermedi, meglio se mobili, ad altezza variabile e con battutina di
tenuta anteriore. Essendo in basso è il più idoneo per riporvi oggetti di un
certo peso: scatolame, provviste alimentari in genere, bottiglie varie, meglio
se in plastica leggera e robusta, che in vetro (pesante e fragile).
Comunque per
maggior sicurezza conviene porle entro recipienti, sempre in plastica, con bordi
molto alti e misure tali da contenere eventuali fuoriuscite di liquidi. Fra
l’altro quelli di forma quadrata, o rettangolare, sono più facili da stivare ed
incastrare. Queste accortezze offrono il duplice vantaggio di avere il pavimento
più pulito e bloccare il tutto evitando possibili rovesciamenti. Infine sarebbe
necessario che il vano avesse una sua luce, indispensabile di sera, ma quasi mai
presente all’origine. Spesso in questo vano ci sono le rubinetterie sezionatrici
di tutte le utenze a gas.
IL PENSILE DELLA CUCINA
Di norma sovrasta il mobile base, con analoga lunghezza, anche se è meno profondo. In genere è a due ante, dietro alle quali i vani dovrebbero essere separati e non formare un unico “scatolone”. Ciò al fine di sfruttare razionalmente gli spazi esistenti, stivando al meglio i contenuti, per evitare che in viaggio possano spostarsi, o che, aprendoli in sosta cadano oggetti all’esterno. Le ante abbiano un valido blocco di chiusura, non dimenticando che sotto ci sono i fornelli; quindi non aprirle mai mentre si cucina.
La cappa aspirante è molto comoda, specie d’inverno, per smaltire vapore acqueo e condensa. Però dovrebbe essere più efficiente e meno rumorosa di quelle attuali. Comunque anche un oblò nelle vicinanze della cucina non guasta e se è dotato di “ventolone” è meglio. Sempre per praticità di stivaggio, in questo vano sarebbe utile un divisorio orizzontale, mobile, ad altezza variabile, corredato anteriormente di battutina di tenuta. Il ripostiglio è idoneo a riporvi piatti, bicchieri e tovaglioli (il tutto di carta, naturalmente). Nel vano accanto possiamo inserire il pentolame: ottime le “popote”, impilabili e con manici staccabili, per occupare meno spazio. Sono preferibili quelle in alluminio (più leggere) e con rivestimento antiaderente, più facili da lavare, anche se delicate.
L’illuminazione della zona, in particolare del piano cucina, è indispensabile e sempre presente; spesso è inglobata in un frontalino sotto al pensile. Essendo un’utenza che può rimanere accesa a lungo, si auspica sia a basso assorbimento energetico, a luce diffusa e non erogante calore. I tubi fluorescenti sono preferibili ai faretti a “spot”, anche se meno scenici. Le prese di corrente sono necessarie. In genere ne troviamo due: una a 220 V ed una a 12 V. è preferibile siano nel frontalino del pensile, anziché nel mobile base, così inserendo le spine delle possibili utenze non sporgono all’esterno, in particolare se sono in punti di passaggio.
Il frigo è di moda sempre più capiente e magari a doppia porta. Per esperienza ritengo che per una famiglia di 4 persone una capacità intorno ai 100 litri (effettivi) sia sufficiente, non dovendo attraversare deserti, né regioni disabitate. Così si può risparmiare energia, pesi e sprechi inutili (intesi come cibi da buttare). Però se preferite i modelli “faraonici” fate pure. L’importante è evitare le colonne con frigo e forno, o, peggio anche con la stufa. Comunque proprio al frigo sarà dedicato uno specifico servizio.
Il forno si è imposto con forza, almeno nei veicoli di un certo livello (o che tali vorrebbero essere) e di un certa stazza. Personalmente lo ritengo superfluo. O meglio, inutile a bordo di veicoli ricreazionali, dove converrebbe optare verso ricette semplici e veloci. Ne esistono tante e veramente sfiziose. Noi quando vogliamo mangiare manicaretti elaborati preferiamo andare in una buona trattoria, magari per assaggiare specialità locali. Voi fate pure come volete. Per ora vi auguro felice Anno!