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Azimuth

Salve, spero abbiate fatto buone vacanze, magari in montagna di cui il nostro paese è ricco di quelle belle (vedi foto di Bormio)! Noi anche quest’anno di Dolomiti ne abbiamo fatto una scorpacciata e se verrete, vi faremo scoprire certi posticini con annessi ristorantini tipici o panorami da foto infinite. Infatti quando si comincia a conoscere zone montane, si frequentano sempre più spesso per l’aria pura e fresca, verdi scenari rilassanti che se percorsi a piedi convincono a sostituire la frequentazione delle palestre. E a proposito di percorsi a piedi, vorremmo parlarvi della componente che più delle altre incide sulla fatica e quindi sulla velocità. 

Un percorso pianeggiante anche se molto lungo è alla portata di tutti ma appena inizia un pendio anche scarso, ritirasi è normale in quanto in pianura pochi sono i muscoli impegnati ma in salita (pensate alle scale) occorre alzare le ginocchia e poi il corpo con notevole impegno dei grossi muscoli di gambe e glutei. È quindi fondamentale individuare (saper leggere) sulle carte topografiche (carte con scale inferiori a 1:100.000) come si rappresentano gli incrementi di quota. Un secolo fà, i colori più scuri servivano ad evidenziare quote maggiori, poi arrivarono le curve di livello o isoipse (stessa quota), ideate nel costruire modellini di montagne usando “fettine/tavolette” di legno sovrapposte che creano gradini (dislivelli) costanti tra loro. 

Quindi nelle carte topografiche le curve di livello sono essenziali per capire da quale parte/direzione salire un monte senza stancarsi nè correre il pericolo di scivolare. Questi segni o simboli sono linee curve parallele tra loro, tanto che a prima vista potrebbero sembrare sentieri vicini. Ma è proprio la loro vicinanza che deve preoccuparci perchè tanto minore è questa distanza/spazio tra loro chiamata intervallo, tanto maggiore sarà la pendenza o ripidità di quel tratto. Sarà quindi opportuno scegliere come via di salita e discesa una direzione in cui le curve sono tra loro distanti invece che vicine. Il dislivello nelle carte topografiche in scala 1:25.000 tra 2 curve di livello adiacenti, è di 25 metri ed è chiamato equidistanza anche se sarebbe meglio ridefinirlo equidislivello. 

Serve possedere una carta stradale in scala 1:200.000 (1 cm sulla carta = 2 km in realtà), un righello con doppio decimetro (20 cm), un goniometro a 360° e una bussola trasparente con diametro di almeno 4 cm per conoscere sempre dove ci troviamo, dove stiamo andando, come tornare, cosa ci circonda ed in che direzione si trova anche con scarsa visibilità causa ostacoli o tempo; tutto questo iniziando con l’orientamento della carta. Questa operazione si esegue sovrapponendo il centro della bussola (ago di sospensione della lancetta o del disco), a metà di uno dei bordi verticali della carta e girando la carta finche l’orientamento nord-sud della bussola e quello della carta non sono paralleli. Sarà ora possibile sapendo dove siamo, conoscere cosa ci circonda, in che direzione si trova ed a quale distanza, il problema rimasto è quello di sapere come fare a conoscere dove ci troviamo se non lo sappiamo. La bussola è quel semplice strumento essenziale per potersi spostare e sapere dove ci si trova se non è deviata da antenne trasmittenti, metalli o pile/batterie, telefonini, elettrodotti. Le tacche della sua scala graduata detta quadrante, è opportuno non rappresentino più di due gradi sui 360 in cui è suddivisa la circonferenza, diversamente la precisione delle operazioni diminuirà troppo, sommandosi alle imprecisioni causate delle condizioni in cui si opera nell'ambiente naturale. 

Le carte geografiche rappresentano grosse porzioni della superficie terrestre (adatte per gli spostamenti automobilistici) e quelle topografiche zone molto più piccole (adatte per gli spostamenti pedonali), quindi le scale topografiche (topos = luogo, in geografia sinonimo di piccolo) sono rapporti tra una grandezza sulla carta (solitamente centimetri) e nella realtà (solitamente metri), moltipli-cata per il valore della scala indicata nella carta che stiamo usando. Ad esempio alla scala 1:25.000 (valore delle carte topografiche dell'ÌGM. - istituto geografico militare -, 1 cm sulla carta rappresenta 25.000 cm della realtà, cioè 250 metri.
I simboli che occorre conoscere con cui si rappresentano sentieri, fonti, boschi, confini e rilievi sono contenuti in quelle parti delle carte dette legende (allegato alla prossima "lezione") il cui etimo è "da legere", scritta latina presente in fondo alle antiche carte per richiamare sui simboli l'attenzione del fruitore. Importante è considerare che i simboli poche volte corrispondono per forma e dimensioni a quel che rappresentano, infatti quelli dei fontanili e dei rifugi, sono normalmente molto più grandi. L'errato rapporto di forma e dimensioni tra simbolo e realtà diviene un problema ad esempio nel caso del sentiero che se tortuoso nella realtà, non permette di rappresentare in carta tutte le sue curve e quindi la sua reale estensione.

Il global position sistem è un sistema ideato dall’esercito statunitense nel 1972 ed entrato in funzione nel 1980, comprensivo di un errore di circa 50 metri per i civili poi eliminato nel 2000. È composto da 24 satelliti che girano attorno alla terra a circa 20.000 km di altezza su orbite intersecantesi tra loro divise su 3 piani. Ciascun satellite emette un segnale che lo identifica e così gli intervalli nei tempi di “ascolto” di questi segnali da parte del ricevitore che possediamo (quella specie di telefonino che comunemente chiamiamo g.p.s.), permettono di conoscere la propria posizione sulla superficie terrestre o marina. La posizione viene visualizzata sullo schermo del gps in coordinate polari o coordinate u.t.m. (universale trasverso di Mercatore); questo metodo macchinoso ed impreciso è ormai superato dal “polare” più veloce ed intuitivo. Le coordinate polari si chiamano latitudine e longitudine da usare in questo ordine per convenzione internazionale; sono misure di angoli, che si basano su linee curve immaginarie che fasciano tutto il nostro geoide dette paralleli (circonferenze parallele all’equatore equidistanti tra loro) e meridiani (semicirconferenze che si originano ai poli). Il parallelo 0 è detto Equatore, è fisicamente il più esteso ed è a metà strada tra i due poli, il meridiano 0 dal 1884 per convenzione è quello che passa per l’osservatorio londinese di Greenwich. 

L’incrocio di queste linee determina un punto che si definisce in gradi, primi e secondi nord o sud per la latitudine ed est o ovest per la longitudine. Il grado è la 360ª parte dell’angolo giro o circonferenza ed è esteso 111 km nella latitudine, il primo è la sessantesima parte del grado ed è esteso 1852 m (da cui il miglio nautico), il secondo è la sessantesima parte del primo ed è esteso 30.2 m. Occorre fare attenzione perché il gps fornisce coordinate precise solo se “vede-sente” almeno 4 satelliti altrimenti l’errore è di qualche centinaia di metri, inceve che di pochi metri. Il programma di questi apparecchi permette di “segnare” un’infinità (1000-5000) di punti detti way-poits che tocchiamo durante i nostri percorsi, così da ritrovare inizio e fine di un percorso, vette, bivii, rifugi, fontanili ecc., che potremo segnare come facciamo nel telefonino coi nomi per poterli facilmente richiamare per scegliere itinerari e deviazioni. Il gps ci permette di conoscere la nostra posizione in carta se questa è dotata dei valori di latitudine e longitudine oppure se conosciamo questi valori di almeno un punto della carta (tutte le carte topografiche li hanno). 

Vi conviene comprare carte geografiche - stradali dotate dei valori delle coordinate (di solito quelle di buona qualità). Quello che chiamiamo “cartografico” di cui il Tom Tom è il più noto per i veicoli, è un gps nel quale è possibile inserire geografia digitale nella sua memoria e far spostare il puntino che ci rappresenta su queste mappe così da visualizzare dove stiamo. Insomma invece delle coordinate che variano coi numeri, c’è un puntino che si sposta ma su una carta geografica. Ricordate che per far funzionare bene i cartografici, occorre aggiornare spesso le carte inserite e gli aggiornamenti costano, a volte molto. Il gps permette inoltre di conoscere con precisione anche la quota ove si trova, sempre che riesca a “leggere” in modo costante almeno 4 satelliti. Questo significa che possiamo risparmiare l’acquisto dell’altimetro ed inoltre la quota che fornisce l’altimetro convenzionale è influenzata da temperatura e umidità ma non nel caso del gps. Il gps in giornate molto piovose, sotto strati consistenti di nuvole cariche d’acqua, sotto alberi bagnati di pioggia, in case-edifici, in strade e valli strette, non legge-vede i satelliti e quindi non funziona. Ricordate di portarvi le pile di ricambio, altrimenti questo utile apparecchio (se lo sapete usare ed avete una carta con le coordinate), si spegnerà presto!

Fare il punto cioè conoscere dove ci si trova usando bussola e carta è l’operazione più importante ma complessa perchè permette di muoversi liberamente sapendo costantemente la propria posizione senza l’ansia di perdersi. L’operazione riguarda l’escursionismo quindi le carte topografiche. 

  1. Occorre porsi da dove si vedano almeno due punti (luoghi, vette, ecc.) rappresentati nella carta (potrebbero essere fuori carta)! 

  2. Dobbiamo orientare la carta (operazione descritta su iTimoni n. 28 novembre dicembre 2006, anche sul sito www.itimoni.it) e fermarla con oggetti ai vertici per non farla spostare dal vento spesso presente. 

  3. Puntiamo coi mirini della bussola (tenuta in piano altrimenti non gira la lancetta o il disco) uno dei luoghi scelti e contemporaneamente leggiamo il valore in gradi dell’angolo (azimuth) compreso tra il nord e quel punto. 

  4. Riportiamo questo valore sulla carta tracciando una linea (semiretta) che và dal luogo visto/puntato (traguardato) al bordo della carta, meglio se sappiamo stimare la distanza sul terreno tra noi e l’oggetto e trasformarla in cm tramite la scala della carta. Per tracciare la linea occorre un righello e un goniometro a 360° il cui centro và sovrapposto all’obiettivo puntato dopo aver orientato lo 0°/360° del goniometro al nord della carta. La direzione (valore dell’angolo) di questa semiretta dovrà essere l’opposto (180° di differenza) di quella letta. Spiegazione pratica: se vediamo sul terreno e sulla carta un monte (leggiamo il nome) e puntiamo coi mirini della bussola la vetta leggendo come valore dell’angolo: 90° (est), per sapere dove siamo, dobbiamo mettere il centro del goniometro con lo 0 a nord della carta, sovrapposto alla vetta di quel monte e tracciare una linea in direzione opposta cioè ovest (270°) infatti 90 + 180 = 270. 

  5. Punteremo poi i mirini della bussola verso l’altro riferimento e ripetendo le stesse operazioni, le 2 linee si incrocieranno esattamente dove ci troviamo se tutto è stato fatto accuratamente.

N.B. per ottenere un po’ di precisione: durante i 2 allineamenti la bussola non và spostata dalla verticale di un punto da definire a terra con un sasso, un oggetto; -i 2 luoghi da puntare dovrebbero possibilmente essere tra loro a 90° (esempio uno a 110° e l’altro a 200°) e piccoli (esempio puntare un lago crea errore, puntare il castello che si trova sul bordo del lago, no). Divertimento e soddisfazioni sono assicurate esercitandovi da un belvedere della vs o di altre città con la carta locale, nastro adesivo, bussola, tavoletta, goniometro, righello, matita appuntita, gomma per cancellare, carta per appunti e calcoli, e iTimoni! Se qualcosa non vi è chiara, chiamate pure lo 06 70302891 oppure il 348 5111982 saluti, a presto.

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