pprima del viaggio ~ viaggi ~ i corrispondenti ~ gli amici ~ tecnica ~ riviste ~ camperismo |
LEGAMBIENTE: Per frenare il declino socio-economico bisogna puntare di più sullo sviluppo eco-compatibile e le produzioni di qualità - Non solo negatività ma anche progressi ed eccellenze - Il rapporto AmbienteItalia 2005
Nel corso di questo decennio si é consolidato il dominio del trasporto su gomma (+43% pari al 77% del totale) mentre stazionarie sono mobilità su rotaia (-5% sul 2001, +12% sul 1993) e cabotaggio (+7% sul 2001, +2%sul 1993). Tra i grandi paesi europei l'Italia e' quello che presenta il massimo squilibrio a favore del trasporto su gomma e a più elevata quantità pro capite di mobilità motorizzata: 15.200 km/abitante annui, +22% sulla media europea, +44% rispetto alla Germania. I livelli di gestione ambientale del territorio e delle risorse hanno per contro conosciuto un indubbio miglioramento. Anche nell'ultimo anno monitorato,soprattutto a livello locale, sono aumentate le iniziative dirette a migliorare la capacità di controllo e di contenimento delle pressioni ambientali. L'ulteriore miglioramento della raccolta differenziata, la diffusione delle piste ciclabili e l'aumento delle isole pedonali, l'introduzione di politiche di ''consumo sostenibile '' sono tutti segni positivi. Restano comunque modesti e discontinui. La raccolta differenziata dei rifiuti e' al 21,5% (in progresso, ma lontana dall'obbiettivo del 35% che si doveva raggiungere nel 2003) ed e' comunque un fenomeno positivo solo alcune regioni del Centro Nord, con i casi di successo di Lombardia e Veneto che sono già al 40%. Anche nelle eccellenze segniamo il passo.L'Italia resta il più grande produttore di agricoltura biologica europeo, ma da due anni il settore e' in stallo,non cresce oltre (-0,1% nel 2002, +3% sul 2001) lontano da quell'impennata vorticosa del 44% nel 2000. Il sistema nazionale della natura protetta, con 777 aree, interessa il 10% del territorio e coinvolge il 22% dei comuni, gran parte dei quali al di sotto dei 5mila abitanti. Negli anni più recenti l'espansione dei parchi per contro e' rallentata. La superficie boschiva nel periodo 1985-2003 e' aumentata solamente del 21,3%. E numeri interamente positivi sono quelli legati alla diffusione della certificazione ambientale. Il tasso di crescita della Iso 14001 e' sempre positivo (+48% nel 2004), il gap dell'Italia in questo campo rispetto ai partner europei è ora completamente colmato. In Italia si può infine parlare di vero e proprio boom nella vendita di prodotti del commercio equo e solidale: il fatturato complessivo delle sei principali centrali d'importazione è ' più che triplicato negli ultimi tre anni e la quantità venduta e' quadruplicata tra 2002 e 2003. Nella premessa Ambiente Italia 2005 di Legambiente sottolinea come per qualcuno la parola declino sia diventato una sorta di tabù. In realtà - purtroppo - il declino del nostro Paese - come perdita di dinamismo socio-economico e di capacità di innovazione - e' una realtà difficile da contestare. Basta citare, un dato tra tanti, la classifica della competitività stilata dal Forum dell’economia mondiale di Davos: in un solo anno tra il 2003 e il 2004, abbiamo perduto otto posizioni scivolando al cinquantunesimo posto. Anche l'ambiente paga un prezzo a questa condizione di disagio, visto che senza un forte investimento in innovazione si allontana anche la prospettiva di ''riconvertire'' ecologicamente produzione e consumi. Di assoluta evidenza il caso-energia. Il 16 febbraio 2005 è entrato in vigore il protocollo giapponese di Kyoto la protezione eco ambientale del pianeta e il nostro Paese é in drammatico ritardo rispetto all'obiettivo della riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
Ma mentre continuano a mancare atti politici conseguenti sulle due vie maestre del miglioramento dell'efficienza energetica e dello sviluppo delle nuove fonti rinnovabili a partire dal solare e dall'eolico, c'e' ancora chi non vede il vantaggio - anche competitivo - che l'economia italiana ricaverebbe dal fatto di ridurre la propria dipendenza energetica e magari ripropone ricette vecchie come il carbone (energia dell'800) o il nucleare. ''L'ambiente è vittima del declino - sottolinea Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - ma l'ambiente è anche parte integrante e decisiva delle strategie più efficaci per contrastarlo. Come? Con l'impegno contro l'illegalità' diffusa e la criminalità organizzata che dall'abusivismo edilizio alle “ecomafie” devastano il territorio e che in particolare nel Sud sono tra i principali disincentivi allo sviluppo economico; con la necessità di promuovere molto di più l'educazione, la formazione, la ricerca, risorse immateriali e dunque squisitamente ecologiche nonché principali fattori competitivi per economie mature come la nostra; sta dentro l'esigenza di spingere, valorizzare quel sistema di capitalismo territoriale che è ' il primo prodotto tipico italiano e che deve la sua forza a un antico e mai rinnegato radicamento delle risorse locali sia materiali (paesaggio, beni culturali, agricoltura di qualità, turismo) sia immateriali (saperi, intelligenze, legami sociali)''.
![]()