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In 200.000 costretti a risiedere nei campeggi
Non esiste nemmeno un nome per designare questa fascia di persone
Situazioni analoghe in Germania, Gran Bretagna e Olanda. Camper e Roulotte soluzioni alternative alla strada, alcuni utenti hanno dato vita ad un'associazione di categoria
Il camper e la roulotte non sono sempre e solo simpatiche case da vacanza su ruote, per molti francesi sono purtroppo ormai l’unica dimora alla quale, con le loro modeste entrate, possono aspirare. Le persone costrette a vivere nei campeggi sarebbero ormai circa 200.000: è il risultato da un ampio reportage del più prestigioso giornale francese “Le Monde”, di diverse altre inchieste giornalistiche d’oltralpe, le quali da diverse angolazioni tentano di fare luce su questo nuovo fenomeno. Secondo forti problemi abitativi”: fra questi, anche gli ospiti fissi dei campeggi.
Coloro che abitano in roulotte e camper un po’ datati non sono dei barboni, ma semplicemente cittadini che non guadagnano abbastanza per potersi permettere un vero appartamento. E allora, tra una normale abitazione e la strada la tappa successiva per molti: “non resta che il campeggio”; secondo, Claire Cossee, una sociologa che ha studiato da vicino queste situazioni. “Tutti quelli che non hanno un impiego fisso e un buon salario non hanno oggi praticamente alcuna possibilità di poter trovare un alloggio nella Regione parigina di Ile-de-France, soprattutto se vogliono vivere da soli”, spiega Patrice Cernè, uno dei tanti “campeggiatori” per necessità.
Lui vive da sei anni in un camping nella prima fascia della periferia sud di Parigi, insieme ad una quarantina di operai e impiegati che hanno gli stessi problemi. Assieme ad uno dei suoi “vicini di camper”, Joe Sacco, ha fondato Halem, un’associazione per gli abitanti di alloggi effimeri o mobili. “Non esiste nemmeno un nome per designare questa fascia di persone”, dicono i due.Il problema di questi residenti in plein air riguarda anche aspetti legali e del diritto francese che non possono permettersi di sottovalutare: la legge infatti proibisce ai proprietari dei camping di accogliere gente stanziale.
Se
questi ultimi ignorano la legge e se i poteri pubblici, dal canto loro,
preferiscono far finta di niente (non avrebbero infatti, alcuni reporter, altre
soluzioni da proporre a questi lavoratori dal basso salario) le leggi impongono
certi limiti: gli abitanti di roulotte non hanno diritto ad aiuti sociali, non
sono iscritti come residenti quindi non possono mandare i figli a scuola, devono
attendere tre anni per potersi iscrivere alle liste elettorali.C’è di più: dal 1
gennaio 2007 entrerà in vigore una legge che introdurrà una tassa di abitazione
anche su queste case mobili.
Saranno degli abitanti a tutti gli effetti, anche se, ha detto agli inviati
Francky, un altro residente del campeggio, “succede spesso che l’amministrazione
del camping non riconosce il nostro domicilio” e non fa comparire questi “ospiti
fissi” nella propria contabilità corrente.
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